Veleni a Graffignano, analisi in profondità per vedere cosa c'è là sotto
rifiuti tossici
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Sulla vicenda si sta accendendo una grande attenzione, a distanza di dieci anni, dell'opinione pubblica provinciale.

Bonifica dei terreni in località Pascolaro, un’ora e mezza di faccia a faccia in prefettura per mandare avanti l’iter burocratico-amministrativo. L’incontro è avvenuto ieri mattina dalle 11 alle 12,30. Presenti rappresentanti di Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Comando del Corpo Forestale dello Stato, Asl di Viterbo, Arpa di Viterbo e il sindaco del Comune di Graffignano Anselmo Uzzoletti.

Quest’ultimo è determinato a chiudere la vicenda nel più breve tempo possibile. Da dieci anni gli abitanti di Graffignano attendono risposte e lanciano l’allarme. Intanto, come raccontato dalle telecamere di Sky Tg 24 in prossimità dell’area oggetto dello sversamento di almeno 20 tonnellate di rifiuti tossici si continua anche a coltivare. Con il rischio che i veleni possano entrare nella catena alimentare e finire sulle tavole di chiunque.

All’incontro si è ragionato sul piano di caratterizzazione elaborato dal geologo dell’Unitus Vincenzo Piscopo. Un piano che individua un’area di 50 ettari, tutta la zona delle ex cave, su cui effettuare analisi dettagliate. Questo darà la misura dell’intervento di bonifica necessario.

Durante la riunione il responsabile dell’Arpa ha espresso la richiesta di un confronto con Piscopo per chiarire alcuni aspetti. Subito si è attivato il sindaco Uzzoletti, che ha messo in contatto i due. Si vedranno nel giro di qualche giorno.
Entro fine mese sempre Uzzoletti conta di convocare una nuova conferenza dei servizi, da tenersi direttamente a Graffignano.

Il piano di caratterizzazione Piscopo indica la necessità di effettuare sondaggi anche a diverse profondità sui terreni. Questo per avere un quadro chiaro di cosa c’è là sotto e in che quantità.

Ancora non è definita la spesa necessaria per fare fronte alla bonifica. Tutto dipenderà dal quadro che verrà a emergere con i rilievi. Dopodiché verrà predisposto anche un piano economico.

Sulla vicenda si sta accendendo una grande attenzione, a distanza di dieci anni, dell’opinione pubblica provinciale.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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