Vejano piange la scomparsa del consigliere Bitti
Bitti Vejano
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"È con profondo, straziante dolore che comunico alla cittadinanza la scomparsa del Consigliere Alessandro Bitti". Queste le parole della sindaca Teresa Pasquali.

VEJANO – Il paese piange la scomparsa del consigliere comunale Alessandro Bitti. “È con profondo, straziante dolore che comunico alla cittadinanza la scomparsa del Consigliere Alessandro Bitti”. Queste le parole della sindaca Teresa Pasquali.

“Un uomo di grandi qualità, di rara sensibilità e di straordinaria dedizione. Alessandro ha dedicato la sua vita al dovere, a Dio, alla famiglia e alla Patria. Luogotenente dei Carabinieri con carica speciale, ha lasciato in ogni sede di servizio un ricordo indelebile, segnato da stima, rispetto e profonda riconoscenza che andavano ben oltre l’ambito professionale.

Appena giunto alla pensione, ha scelto con cuore e passione di continuare a servire la sua comunità attraverso l’impegno amministrativo. È stato eletto con un consenso vasto e convinto, segno della fiducia che Vejano riponeva in lui.

Oggi piango l’amico di una vita, il collega amministratore, l’attento padre di famiglia, il carabiniere esemplare, il grande uomo che era — che è, e resterà, nei nostri cuori.

Un male rapido e crudele lo ha strappato all’affetto dei suoi cari e all’intera comunità, che aveva imparato ad amarlo e stimarlo.

Mi stringo con affetto e dolore a Maria Pia, Giovanni, ai genitori Lilletta e Giovanni, a Roberta ed Isidoro, a Jasmine e Jessica. Lo faccio come Sindaco, ma ancor prima come amica”. Il messaggio della prima cittadina.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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