Vannini: "Siamo alle solite, i nostri politici non si smentiscono mai"
Vannini
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"I politici al centro e intorno a loro ruotano le poltrone, le più appetite, parlamento e seggi regionali, e a orbite più vicine, quelle di ripiego, il governo delle città".

di Andrea Vannini

Siamo alle solite, i nostri politici non si smentiscono, siano essi nuovi o usati, di destra, sinistra o di centro. Silenzio sui candidati a Sindaco di Viterbo fino alla conclusione dello spoglio delle schede elettorali del 4 Marzo. Poi chi non è entrato in Regione o in Parlamento ripiega sulla candidatura a sindaco, Filippo Rossi, Daniele Sabatini, Enrico Contardo, tutti disponibili per il bene della città. Dopo la batosta che ha di fatto messo fuori gioco la genealogia politica Fioroniana, e le dovute, devo dire dignitose, dimissioni da Segretario Provinciale del PD di Andrea Egidi, mi aspetto, a giorni, le candidature del centro sinistra, una mezza idea ce l’ho ma aspetto in silenzio.

Tutto questo dà il senso della rivoluzione post-copernicana della politica la quale in teoria dovrebbe ruotare intorno ai cittadini e al loro benessere, e invece è totalmente politicocentrica. I politici al centro e intorno a loro ruotano le poltrone, le più appetite, parlamento e seggi regionali, e a orbite più vicine, quelle di ripiego, il governo delle città. Tra l’altro con una preoccupante relazione con l’indennità di carica.

Il ruolo di deputato o senatore, quello di consigliere regionale e quello di sindaco sono profondamente diversi nelle funzioni e nel tipo di attività; prevalentemente legislative le prime due e quasi esclusivamente gestionali quella da Primo Cittadino. Richiedono quindi sensibilità e capacità diverse, non è come cambiare un paio di scarpe. Affrontare il governo di una città disastrata come Viterbo non è un gioco.
E invece si toglie dignità al ruolo di Sindaco e rispetto alla città, perché in questo clima da tifoseria da stadio, è considerato normale che chi non prende il primo premio ripieghi sui premi più piccoli senza un programma per la città, una visione, ma sentendosi forte di preferenze (tra l’altro non risultate sufficienti) ottenute per un’altra carica.

Mi piacerebbe una società dove le responsabilità vengano sempre prese con trasparenza e chiarezza, dove i nomi delle persone che ambiscono a ricoprire cariche si sappiano in anticipo senza strategie. Nel caso di appuntamenti elettorali come questi del 2018 dove le elezioni comunali seguono a ruota quelle politiche e regionali, nomi dei candidati sindaci dovevano essere fatti contestualmente alle candidature in Regione e Parlamento. I programmi per la città dovevano già essere presentati da chi ambisce a governarla, e invece solo silenzio e preferenze. Scendiamo sempre più a fondo come un Maelstrom nelle voragini della nostra città

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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