Vannini: "non mi dimetto, il mio non è un incarico a tempo"
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L’assessore tecnico all’ambiente finito sulla graticola pochi giorni fa per lasciare ad un politico, dopo i primi silenzi ha iniziato a rispondere alle domande dei giornalisti e inizia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa.

Vannini non si dimette: “il mio incarico non è a tempo. Se lo fosse stato non avrei accettato”. L’assessore tecnico all’ambiente finito sulla graticola qualche giorno fa (qui) per lasciare ad un politico, dopo i primi silenzi ha iniziato a rispondere alle domande dei giornalisti e inizia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa.

Assessore che succede?
“Non sono io che devo dirlo”

Si dimetterà?
“Perché dovrei farlo? Sono stato chiamato come tecnico a fare un lavoro e non ho motivi per farlo”.

Le hanno chiesto di dimettersi?
“Mi pare che l’hanno scritto su alcuni giornali che ho visto il sindaco e che abbiamo parlato, no?”.

Questo però non significa niente..
“E secondo lei?”

Secondo me glielo hanno chiesto, ma è una mia opinione quindi lo chiedo a lei..
“Se lo pensa un motivo ci sarà..”

Perché non si dimette?
“Chi ha la responsabilità di dare una delega ha anche la responsabilità di toglierla, è nella sua facoltà. Io sono in attesa di una comunicazione da parte del sindaco Michelini. Quando mi comunicheranno che non ho più le deleghe me ne andrò senza far polemiche. Però a certe cose devo rispondere per il rispetto della mia dignità”.

A cosa si riferisce?
“Al fatto che qualcuno dice che io sapessi che il mio incarico fosse a termine, ma non solo”.

Non era un incarico a termine?
“Io sono una persona seria, nessuno lo ha mai detto e so che per portare a termine un compito come quello che mi avevano assegnato c’era bisogno di tempo. Poi basta andarsi a rileggere le dichiarazioni del sindaco al momento della mia nomina: nulla lo lasciava intendere, se no non avrei accetto.”

A cos’altro si riferiva?
“Qualcun altro dice che io lavorassi insieme al dirigente all’oscuro del sindaco per modificare il contratto con Viterbo Ambiente. Ma secondo lei io potrei agire senza l’autorizzazione di chi ha affidato la delega?”

Che cosa succederà?
“Io non me ne vado e non si tratta di attaccamento alla poltrona. Lo farò senza protestare e senza polemiche nel momento in cui chi deve prendersi la responsabilità di levarmi la delega, se la prenderà”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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