Vandalizzata la valle di Faul, dal "we figa" ai messaggi di amore in bomboletta spray
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La "vandalizzazione di Faul" ha tenuto banco nelle ultime ore anche sui social, dove non sono mancati i buoni pensieri verso gli esecutori dell'atto. "Se individuavo che era stato gli facevo pulire con la lingua", uno dei tanti.

Un “We figa” bello stampato sul polpaccio del “gigante” e una serie di messaggi “urbi et orbi” rigorosamente in bomboletta spray sulle superfici lisce dell’area giochi. Vandali in azione, durante il fine settimana, in quello che è stato immaginato come punto di approdo per chi viene in visita alla città: valle Faul.

Rigorosamente ignoti gli autori del gesto, anche se lo spray e la scritta “io c’ho il flow” rimandano a qualche writer della scena hip-hop locale. Anche se veramente ancora alle fasi rudimentali. La “vandalizzazione di Faul” ha tenuto banco nelle ultime ore anche sui social, dove non sono mancati i buoni pensieri verso gli esecutori dell’atto. “Se individuavo che era stato gli facevo pulire con la lingua”, uno dei tanti. 

Sta di fatto, per quanto riguarda l’area giochi, che nessun bambino ci ha ancora messo piede mentre per i vandali tutto è stato più comodo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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