"Vamos a far la giunta", incontro tra i "maggiorenti" per definire le linee guida della composizione
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Otto, al massimo nove assessori. Quota del 40% di donne da rispettare. Congruenza tra delega assegnata e caratteristiche specifiche di chi la riceve, bilanciamento tra le forze della coalizione e vicesindaco alla Lega e presidenza del consiglio a Fratelli d'Italia.

Otto, al massimo nove assessori. Quota del 40% di donne da rispettare. Congruenza tra delega assegnata e caratteristiche specifiche di chi la riceve, bilanciamento tra le forze della coalizione e vicesindaco alla Lega e presidenza del consiglio a Fratelli d’Italia. 

Queste le linee guida che i “maggiorenti” della coalizione di centrodestra – al secolo Francesco Battistoni, Umberto Fusco, Mauro Rotelli e Gianmaria Santucci – hanno tracciato ieri mattina. Un primo incontro per riprendere un discorso già in parte smussato nei giorni scorsi, alla faccia della scaramanzia. 

A chi pensava che la storia della composizione della giunta potesse finire a sediate riferiamo che invece tutto è stato calmo, molto calmo. 

La squadra dovrebbe essere composta con due posizioni a Forza Italia: Elpidio Micci e Antonella Sberna; tre a Fratelli d’Italia: Claudio Ubertini, Laura Allegrini e l’esterno Giuseppe Peruzzi; tre alla Lega: Claudia Nunzi, Enrico Contardo e Stefano Evangelista. Quindi un assessorato a Fondazione, si parla di Paolo Barbieri. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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