Valentano al voto a maggio, si dimette la maggioranza. Stefano Bigiotti: "Lasciano un paese allo sbando"
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A Valentano dimissioni dell'intera maggioranza. Chiude l'esperienza sfortunata del Pacchiarelli bis. Il sindaco rieletto a maggio 2016 ha avuto un serio problema di salute e questo ha innescato un meccanismo che ha portato prima (il 21 luglio) al commissariamento “a metà” da parte della Prefettura e oggi alle dimissioni dell'intera maggioranza.

A Valentano dimissioni dell’intera maggioranza. Chiude l’esperienza sfortunata del Pacchiarelli bis. Il sindaco rieletto a maggio 2016 ha avuto un serio problema di salute e questo ha innescato un meccanismo che ha portato prima (il 21 luglio) al commissariamento “a metà” da parte della Prefettura e oggi alle dimissioni dell’intera maggioranza.

Il sindaco Francesco Pacchiarelli, eletto con la lista L’Alberone, è alla prese con problemi di salute seri e manca dal paese da fine marzo. A complicare la situazione le dimissioni del vicesindaco Fabrizio Santi. Una tempesta perfetta che ha reso inevitabile il commissariamento “parziale”. La situazione, precipitata per il serio problema che ha riguardato il primo cittadino e per fibrillazioni interne alla maggioranza, non ha reso possibile, lo scorso luglio, altre soluzioni. La decisione della prefettura però aveva tenuto in piedi il consiglio comunale.

Stamani le dimissioni dei consiglieri, che hanno maturato la consapevolezza di non poter più incidere, essendoci un commissario, nell’attività amministrativa. Il commissario prefettizio dovrà, a questo punto, accompagnare il paese al voto in maggio.

“Siamo arrivati all’epilogo di una commedia. Questa esperienza di governo doveva essere terminata mesi fa, dopo le dimissione del vicesindaco. Lasciano in eredità un paese amministrativamente ridotto allo sbando. Chi amministra dovrebbe rappresentare una soluzione, loro erano diventati il problema”. Commenta così lo sfidante di Pacchiarelli nel maggio 2016, il candidato sindaco del Movimento Civico Valentanese Stefano Bigiotti

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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