Vaccinarsi è un atto d'amore - Al via la campagna de La Fune firmata da Viterbix
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VITERBIX - In questo momento è chiaro che ci dovranno essere vaccini sufficienti per tutti e in tempi ragionevoli, ma è necessario dimostrare tutti la nostra disponibilità a sottoporsi a questa utile e necessaria azione sanitaria di massa. Non c'è spazio ora per polemiche e neanche per posizioni ideologiche strumentali.

VITERBIX – Inizia l’anno 2021 con la speranza e l’obiettivo di poter debellare il Covid19 o Coronavirus (come dir si voglia). La speranza aumenta perché ora ci sono vari vaccini anti Covid, che potranno essere utilizzati in tempi e modi diversi. Comunque sia l’obiettivo è quello di poter consentire a milioni di italiani di vaccinarsi e raggiungere numericamente la cosiddetta immunità di gregge.

Ora per assurdo il problema diventa che ci sono molte persone, anche tra il personale sanitario, che non si vogliono vaccinare. Per cui se non si raggiungere il numero utile di milioni di persone vaccinate tutti questi sforzi potrebbero risultare inutili o parzialmente utili.

Viterbix e La Fune lanciano un modesto ma sentito appello affinché le persone si possano vaccinare e quindi far scattare quel meccanismo di immunità collettiva, necessario per poter fare ripartire tutto come prima. Tutto come nella situazione ante Covid.

Il nostro invito è semplice ma autentico: chi si vaccina compie un atto di amore per sé e per gli altri. Dalla nostra siringa immaginaria escono le goccioline di antivirus a forma di cuore, a significare proprio il gesto di amore che ogni vaccinazione rappresenta.

In questo momento è chiaro che ci dovranno essere vaccini sufficienti per tutti e in tempi ragionevoli, ma è necessario dimostrare tutti la nostra disponibilità a sottoporsi a questa utile e necessaria azione sanitaria di massa. Non c’è spazio ora per polemiche e neanche per posizioni ideologiche strumentali. Vaccinarsi non è un obbligo di legge ma diventa un obbligo morale e civile oltre che un’esigenza di tutela sanitaria pubblica.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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