Vacanze ai tempi del coronavirus: ecco come gli italiani potranno viaggiare
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VITERBO – Le ferie degli italiani sono a rischio, ma due cose sembrano certe: sarà un'estate di convivenza con il virus e, se vacanze estive saranno, le passeremo in Italia privilegiando un "turismo di prossimità". Da escludere lunghi spostamenti e viaggi all'estero.

VITERBO – Questa estate dovremo privilegiare mete vicine a casa, possibilmente poco affollate. Favoriti quindi i borghi e il “turismo lento” e quello in solitaria. I lunghi spostamenti e i viaggi all’estero, d’altronde, non saranno verosimilmente possibili, soprattutto in queste vacanze estive considerando le frontiere chiuse o i periodi di quarantena che gli Stati d’arrivo potrebbero chiedere di rispettare. Rimanendo in Italia, aerei, treni, traghetti dovranno garantire non solo l’igienizzazione delle vetture, ma anche le distanze di sicurezza (minimo un metro) tra i passeggeri. Trenitalia, ad esempio, ha già introdotto nuove regole ad hoc per la prenotazione e l’assegnazione dei posti.

Partiamo dalla questione sicurezza per le vacanze estive. Sui voli di ingresso in Italia è garantita la distanza di almeno un metro tra un posto e l’altro. In fase di accettazione, si può chiedere di essere seduti accanto al proprio familiare, ma la vicinanza è garantita solo in presenza di un minore.

Per garantire la distanza tra i passeggeri durante il volo, almeno nei primi mesi post-emergenza, si ipotizza inoltre l’uso poltrone invertite e protette da schermature. Il vantaggio: evita di lasciare vuoto il sedile di mezzo in ogni fila di tre posti. Quel che è certo è che gli abitacoli sono e saranno sanificati con prodotti idonei e l’aria a bordo filtrata e resa sterile.

IL BONUS VACANZE: A CHI SPETTA, A QUANTO AMMONTA, COME FUNZIONA – Il bonus vacanze, sotto forma di tax credit, sarà di 500 euro a famiglia (300 euro per i nuclei di due o più persone, e 150 per la singola persona) con un reddito Isee non superiore a 35mila euro, da spendere presso attività turistiche sul territorio nazionale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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