Va a sposarsi in comune e deve liberare i parenti rimasti bloccati nell'ascensore
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MONTEFIASCONE - Da essere una ridente cittadina a una cittadina che fa ridere a volte può essere un attimo.

MONTEFIASCONE – Da essere una ridente cittadina a una cittadina che fa ridere a volte può essere un attimo. Così il Comune di Montefiascone rischia di diventare una sorta di “barzelletta” di inefficienza per un episodio sfortunato come quello che ha visto protagonista uno sposo che appena pronunciato “il sì” è stato costretto a prendere il cacciavite per liberare i parenti rimasti imprigionati nell’ascensore del palazzo comunale dove doveva si era svolto il rito civile.

“Sabato 10 giugno stavo nella sala comunale per il matrimonio di mio nipote, finita la cerimonia siamo tutti scesi fuori, mia figlia e mia nipote di 9 e 10 anni insieme ad 2 invitati sono scesi con l’ascensore, che durante la discesa si è bloccato. Le bimbe sono andate in panico come tutti noi, la cosa veramente assurda è che gli operatori del comune non sapevano dove stesse la chiave. Io dopo mezz’ora che stavano chiusi dentro, non vedendo la soluzione per risolvere il problema da parte del comune, ho chiesto di chiamare i vigili: risposta è stata che loro avrebbero danneggiato l’ascensore e quindi non dovevo chiamarli. A quel punto gli invitati compreso lo sposo si sono messi con cacciaviti e altro per più di 15 minuti all’opera per aprire l’ascensore e ci sono riusciti. In tutto questo la sindaca non si è degnata neanche di scendere e spendere una parola. Premetto che la sala comunale è stata pagata per fare una cerimonia di 10 minuti, detto ciò sempre più convinta di aver lasciato Montefiascone da molto tempo”. Questo il commento social di un’invitata che di fatto ha reso noto quanto accaduto.

Al post “dello sputtanamento” replica la sindaco Giulia De Santis: “”Buonasera, intervengo direttamente essendo stata tirata in causa. Dopo aver celebrato il matrimonio ho avuto una emergenza e non ero presente quando è successo l accaduto. Mi hanno prontamente informata di aver risolto il problema, il funzionario del protocollo è prontamente intervenuto e insieme a lui una persona che era in grado di risolvere tempestivamente il problema. L ascensore è in funzione tutti i giorni per l utenza e fino ad ora non era mai successo. Mi dispiace per l inconveniente, ma purtroppo queste cose succedono, la manutenzione è comunque sempre fatta”.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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