Uso del pc, ai nonni viterbesi lo insegnano i ragazzi del Paolo Savi
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VITERBO - Per gli ospiti d’argento è stata un’occasione di socializzazione fra loro e con i giovani, all’insegna dell’apprendimento di abilità per poter accedere in seguito ai servizi online, che sempre più spesso vengono proposti e richiesti nella vita quotidiana.

VITERBO – L’Istituto di Istruzione Superiore “Paolo Savi” e ACLI di Viterbo, nel corso di questo anno scolastico, hanno messo in atto un’iniziativa di utilità pratica e di crescita civile. Alcuni studenti del quarto e quinto anno hanno svolto il ruolo di tutor nei confronti di un gruppo di anziani, per alfabetizzarli all’uso del PC e dei programmi di base (word, mail, excel…).

Per gli ospiti d’argento è stata un’occasione di socializzazione fra loro e con i giovani, all’insegna dell’apprendimento di abilità per poter accedere in seguito ai servizi online, che sempre più spesso vengono proposti e richiesti nella vita quotidiana. Per gli studenti si è trattato di un’esperienza molto formativa, perché li ha messi di fronte a persone di diversa mentalità e che usano linguaggi differenti. Non da trascurare il patrimonio di esperienze e i racconti che i grandi hanno condiviso con i più giovani.

“Ci auguriamo che l’iniziativa, integrata e potenziata, possa proseguire anche in futuro, non solo per alfabetizzare chi trova difficoltà con l’informatica, ma anche per creare quel ponte generazionale che è alla base di una coscienza civile, che non escluda nessuno dal processo di crescita.

Un particolare ringraziamento al Presidente delle ACLI viterbesi Renzo Salvatori e agli studenti Francesco Cencioni, Emilia Evgeneva, Matteo Forte, Noemi Moricoli, vere anime del progetto”. Così in una nota ufficiale della scuola. 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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