Usb Viterbo sui 26 disabili: "Si taglia partendo dai più deboli"
Disabili
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Si inizia a tagliare dagli ultimi, naturalmente. L’Usb Viterbo interviene in merito alla vicenda del progetto Vita Autonoma, iniziato circa 30 anni fa e terminato a maggio senza preavviso.

Si inizia a tagliare dagli ultimi, naturalmente. L’Usb Viterbo interviene in merito alla vicenda del progetto Vita Autonoma, iniziato circa 30 anni fa e terminato a maggio senza preavviso. Un progetto regionale del quale l’Asl di Viterbo era il tramite con gli ex degenti, tutti disabili al 100% che una volta usciti dalle case di cura si sono costruiti una vita e una autonomia, anche grazia a quel contributo di 700€, molto inferiore ai costi che avrebbe tenerli in reparti di lungo degenza.

Molti di loro hanno bisogno di tanta assistenza, alcuni h24, ed è facile capire quale sia il costo in termini economici di una eventuale scelta. “Sono già due mesi – scrive l’Usb – che i disabili non percepiscono più questo assegno e allo stesso tempo non usufruiscono di nessun piano assistenziale. Inoltre c’è ancora confusione sulle competenze in quanto la Asl dovrebbe provvedere all’assistenza sanitaria mentre i Comuni all’assistenza sociale”.

Proprio i comuni sono i grandi assenti di tutta questa vicenda. Viterbo in particolare ha ben 21 disabili su 26 totali e non si capisce il silenzio da parte dell’istituzione. “Ci chiediamo – conclude Usb Viterbo – per quale motivo, invece di tagliare su stipendi di manager e dirigenti, su appalti e sprechi, si comincia sempre senza pietà dagli ultimi, togliendo anche il minimo per la sopravvivenza. Usb Viterbo affiancherà le giuste rivendicazioni dei soggetti coinvolti in questa vicenda”.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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