

Si inizia a tagliare dagli ultimi, naturalmente. L’Usb Viterbo interviene in merito alla vicenda del progetto Vita Autonoma, iniziato circa 30 anni fa e terminato a maggio senza preavviso. Un progetto regionale del quale l’Asl di Viterbo era il tramite con gli ex degenti, tutti disabili al 100% che una volta usciti dalle case di cura si sono costruiti una vita e una autonomia, anche grazia a quel contributo di 700€, molto inferiore ai costi che avrebbe tenerli in reparti di lungo degenza.
Molti di loro hanno bisogno di tanta assistenza, alcuni h24, ed è facile capire quale sia il costo in termini economici di una eventuale scelta. “Sono già due mesi – scrive l’Usb – che i disabili non percepiscono più questo assegno e allo stesso tempo non usufruiscono di nessun piano assistenziale. Inoltre c’è ancora confusione sulle competenze in quanto la Asl dovrebbe provvedere all’assistenza sanitaria mentre i Comuni all’assistenza sociale”.
Proprio i comuni sono i grandi assenti di tutta questa vicenda. Viterbo in particolare ha ben 21 disabili su 26 totali e non si capisce il silenzio da parte dell’istituzione. “Ci chiediamo – conclude Usb Viterbo – per quale motivo, invece di tagliare su stipendi di manager e dirigenti, su appalti e sprechi, si comincia sempre senza pietà dagli ultimi, togliendo anche il minimo per la sopravvivenza. Usb Viterbo affiancherà le giuste rivendicazioni dei soggetti coinvolti in questa vicenda”.

















