“Usare la vicenda del padre per fare propaganda e sciacallaggio. Non cambierete mai!”
Gianluca Grancini
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VITERBO – Duro attacco di Gianluca Grancini all’ ex presidente del consiglio comunale Marco Ciorba.

VITERBO – Duro attacco di Gianluca Grancini all’ ex presidente del consiglio comunale Marco Ciorba.

Lo stesso Ciorba, in una intervista dopo le dimissioni dall’ ospedale del padre Lorenzo, aveva attaccato la dirigenza Asl, il sindaco Arena e Fratelli d’Italia (in particolare sull’ autorizzazione a far disputare a Viterbo i campionati di nuoto ndr).

Le affermazioni dell’ ex presidente del consiglio comunale proprio non sono piaciute a Grancini che, dal suo profilo Facebook, non le manda a dire:

Nelle ultime ore ho letto un’intervista, un paio di articoli, seguiti da uno due post in cui strumentalizzando in maniera penosa la pandemia, c’è chi invoca la magistratura per la mala gestione sanitaria viterbese, ipotizzando inoltre fantasiosi link epidemiologici. C’è anche chi, a comando, rilancia maldestramente le tesi nel disperato tentativo di arraffare due spicci di consenso ed un attimo di visibilità, calpestando il lavoro dei tanti in prima linea che stanno combattendo il mostro.
Dall’odore non è difficile intuire la matrice politica della strumentale polemica, che puzza sempre nella stessa maniera, e che per troppo tempo ha prima paralizzato questa città e ne ha compromesso lo sviluppo.
Pensare che, se potessi, pur di passare anche solo un giorno con mio padre farei qualunque cosa, mentre chi ha la fortuna di averlo accanto a se guarito, ancor prima di dire grazie, lo usa per farne propaganda e sciacallaggio. Non cambierete mai!

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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