Urge candidato sindaco capace di superare il provincialismo. L'arte del non votare i banali
comune-di-viterbo-
lafune_800 x 120
VITERBO - La Fune lancia un appello soprattutto a questi ultimi, ma anche a chi vuole sostenerli e sta girando la città in lungo e largo alla ricerca di preferenze: dateci idee, mettete idee vere su cui volete costruire una nuova città.

VITERBO – Mille cervelli si sono candidati a governare la città, sostenendo ben otto candidati a sindaco. La Fune lancia un appello soprattutto a questi ultimi, ma anche a chi vuole sostenerli e sta girando la città in lungo e largo alla ricerca di preferenze: dateci idee, mettete idee vere su cui volete costruire una nuova città.

Viterbo, la nostra Viterbo, ha bisogno di immaginare il proprio futuro. Non crediamo, e invitiamo sentitamente a non votare come amministratori di una città quelli che parlano come amministratori di condominio, che sia degno di guidare il capoluogo chi parla soltanto di strade e piazze pulite, di erba tagliata e di buche asfaltate. Questa è tutta roba del quotidiano, catalogabile come ordinaria amministrazione. Non c’è nessuna idea di città in chi parla di queste cose. E non ci piace chi, in nome di un pragmatismo fantozziano, boccia come volo pindarico qualsiasi tentativo di alzare il livello. Non ci interessa questa roba qui. Lasciate, abbandonate questa melma. Non serve a niente. Di amministratori di condominio che amministrano banalmente i palazzi ce ne sono tanti. Uno vale l’altro, tanto vale non andare a votare se l’offerta politica e amministrativa fosse questa. 

Abbiamo bisogno di sentire parlare i candidati sindaco un linguaggio diverso. Raccontino della volontà di spendere soldi, i nostri soldi, per mettere a lavorare architetti qualificati per immaginare l’immagine che vogliamo costruire nel futuro di Viterbo. Serve parlare di programmi culturali, di inclusione, di strategie di valorizzazione dei nostri patrimoni: arte, bellezza, enogastronomia, innovazione, produzione, artigianato. 

Parlate di piani per un verde che vada oltre all’aiuola con l’erba sfalciata. Di azioni di marketing intelligente, di formazione per i giovani, di feste. Sì anche di feste bisogna parlare e di movida, perché non è bello vivere in un territorio noioso. Per una vita stile mortorio avremo tempo tutti quando saremo a San Lazzaro. Dov’è la prospettiva, chi sta impostando una campagna elettorale fecondata dall’immaginazione e dai sogni capaci di diventare cose reali?

Datevi da fare. Regalateci una campagna elettorale emozionante, viva e non rigida, ingessata, istituzionalizzata. Se vi siete candidati perché ve l’ha chiesto “coso” o “cosa” state a casa, lasciate perdere. Non è il vostro mestiere, non c’è missione, servizio ma solo un particolare che sarà puntualmente tradito prima da un vergognoso risultato con cui perderete la faccia (prendere poche manciate di voti cosa è se non un fare una figura terribile?) e poi dalle promesse che “coso” o “cosa” vi ha fatto e non manterrà mai. Premino gli elettori solo i candidati che hanno qualcosa da dare, qualcosa da dire, da fare sognare. Tutto il resto è noia. Anzi è danno. Un danno per loro in primis e per tutti gli altri poi. Tu lo voteresti chi ti fa danno?

CNA 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
monastero interno
Onda
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
domenicale post
Masicar300x300-optimize