Urcionio, ci scrive un lettore: "Impressionante che la situazione si ripeta da anni"
urcionio2006
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Il lettore ci invia una mail per portare ancora una volta l’attenzione su una vicenda, quella dell’inquinamento dell’Urcionio all’altezza del Freddano, sulla quale assistiamo ad un silenzio imbarazzante delle Istituzioni locali, che sembra essere sempre la stessa.

Su Urcionio e inquinamento ci scrive un lettore: “È impressionante come sia impressionante che tale situazione si ripeta da anni”. Il lettore ci invia una mail per portare ancora una volta l’attenzione su una vicenda, quella dell’inquinamento dell’Urcionio all’altezza del Freddano, sulla quale assistiamo ad un silenzio imbarazzante delle Istituzioni locali, che sembra essere sempre la stessa.

La questione della puzza e della sporcizia del fiume viterbese è infatti rintracciabile nella recente storia del giornalismo locale. Abbiamo trovato nell’archivio di TusciaWeb, con il supporto del lettore, una lettera di Francesco Mecucci (attuale direttore di Move Magazine) di ben 10 anni fa, che chiedeva conto, in seguito ad altre lettere inviate da altri lettori, della situazione in cui versava l’Urcionio.

All’epoca i gestori del depuratore dissero che non dipendeva da loro e mostrarono le analisi sostenendo che le acque fossero pulite. “È impressionante – scrive il lettore – che tale situazione si ripeta da anni e come non sembra esserci interesse da parte delle istituzioni competenti”.

Sulla vicenda il sindaco Michelini è stato recentemente interrogato in Consiglio comunale dal consigliere Gianluca De Dominicis (qui), senza troppa fortuna. Michelini ha risposto che doveva attendere l’arrivo della dirigente Ciambella per dare risposte più precise. Ma poi le risposte non sono arrivate. Sul tema anche un intervento del consigliere Pd Melissa Mongiardo (qui) e una interrogazione parlamentare del cinque stelle Massimiliano Bernini (qui).

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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