Urbanistica, la rivoluzione di Alvaro Ricci: «pianificare non è solo un diritto, ma un dovere dell'amministrazione»
Schermata 2014-05-21 a 17.43.52
lafune_800 x 120
I vecchi piani integrati sono tutti inammissibili. Presto arriverà un bando tramite cui l'amministrazione comunale di Viterbo gestirà lo sviluppo della città in sinergia con gli operatori economici privati.
Alvaro Ricci

Urbanistica: la rivoluzione di Alvaro Ricci. L’assessore all’urbanistica è al lavoro per l’elaborazione di un nuovo assetto per la riqualificazione della città tramite i Piani Integrati, ovvero quegli strumenti urbanistici il cui fine è quello di riqualificare il tessuto urbano, edilizio ed ambientale. Sono caratterizzati dal possibile concorso di più operatori e risorse finanziarie sia pubbliche che private. Sul tema si gioca la partita della programmazione della crescita della città. Ricci, da tempo, lavora alla delibera per arrivare al suo obiettivo: quello di far tornare in mano al pubblico l’iniziativa. In passato infatti si aspettava la proposta del privato. Ne abbiamo parlato con l’assessore Ricci.

 

Assessore, ci racconti la sua delibera.

“È una delibera ce vuole rimettere ordine ad un processo di sviluppo della città. Mette ordine all’interazione tra pubblico e privato. Il pubblico rivendica la sua legittima facoltà, anzi dovere, di programmare le opere pubbliche e lo sviluppo della città e i privati con le loro proposte di interagire con il comune per perseguire l’interesse pubblico e i privati che intendono investire. Questa è una cosa molto semplice e trasparente che delinea percorso da perseguire. Mi auguro che questo atto di indirizzo sia percepito dal consiglio senza fretta, ma con determinazione”.

 

Sembra ci sia burrasca su questa sua intenzione..

“Il tempo volge al buono, non prevedo burrasca. È una delibera in fase di elaborazione. Le anticipazioni che leggo sono azzardate”.

 

È vero che ha individuato delle macroaree sulle quali intervenire?

“Possiamo dire così, ma non sono io che lo dico, lo dice la legge che precisa che i Piani Integrati si possono presentare in ambiti della città disomogenei, disaggregati e privi di opere pubbliche. Secondo voi quali sono? Insomma è un’area ampissima e che è stata determinata dagli uffici e va da via della Capretta alla Cassia Nord. Poi ci sono Grotte Santo Stefano, San Martino e Bagnaia. Non possiamo mica fare i piani integrati al Murialdo o a piazza del Teatro”.

 

Qual è la novità?

“Si comincia a mettere in relazione le necessità del privato con quelle del pubblico. Se si incontrano la cosa funziona, se non si incontrano allora qualcuno ha sbagliato. E quel qualcuno potrei anche essere io, ci mancherebbe”

 

Ma cosa cambia rispetto a prima?

“Non è più il privato che propone e il pubblico che si limita a percepire, ma è il pubblico che indica quali sono le opere pubbliche che servono alla collettività”.

 

Quali piani integrati presentati in passato si salveranno?

“Noi non andiamo nel merito dei vecchi piano. Li abbiamo dichiarati tutti inammissibili perché superati. Saranno fatti dei bandi e i privati che avevano fatto delle proposte, se queste coincideranno con i bandi, potranno riproporli. Capisco che possa sembrare una rivoluzione, ma per me è il minimo sindacale. Insomma, vogliamo rimettere ordine. Vogliamo ridare all’amministrazione la facoltà di programmare”.

 

È una sorta di nuovo Prg?

“La gran novità è questa. I Prg non si fanno più come una volta, quando si diceva dove si poteva costruire e dove fare un parco. Ora devono mettersi insieme i proprietari dei terreni, gli operatori economici che ci investono e il Comune che deve approvare e garantire l’interesse pubblico finanziando le opere pubbliche. Per fare un lavoro insomma bisogna essere tutti d’accordo”.

 

Quali sono i tempi di approvazione?

“L’obiettivo spero di raggiungerlo entro giugno. Potrei anche metterci un mese di più, ma spero che il lavoro dell’amministrazione su questo fronte sia compreso anche perché aspettiamo il contributo di tutti, operatori economici compresi. Non ci sono chiusure di nessun tipo”.

 

CNA 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
asvis 2
Masicar300x300-optimize
monastero interno
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
domenicale post
Onda
Fune 300x300
lafune_300 x 600