
La violenza sulle donne esiste perché c’è nella cultura, è più radicata di quanto si può immaginare. Facile pensare che i tristi fatti che spesso finiscono nelle pagine di cronaca siano frutto di qualche “malato”. Una lettura del reale comoda, che stigmatizza una problematica molto più complessa.
La storia di questa domenica parla di un progetto, nato da una rete di associazioni viterbesi: Viterbo con Amore, Anteas, Erinna, Funamboli; e la Consulta Studentesca. Il tutto finanziato dalla Regione Lazio, che ha voluto premiare il valore innovativo, nel settore, dell’iniziativa. E’ la storia di ‘Uomini insieme contro la violenza sulle donne’, che sarà presentato ufficialmente mercoledì 20 maggio (ore 16,30) nella sede della Fondazione Carivit a Palazzo Brugiotti (via Cavour 67, Viterbo).
“E’ un progetto che il Cesv Lazio ha ritenuto bellissimo e innovativo – così lo racconta Domenico Arruzzolo, presidente di Viterbo con Amore –. Vogliamo intervenire su un problema delicato e grave, perché la violenza maschile non è un “corpo estraneo” da espellere; riguarda invece la nostra stessa cultura: crediamo che la xenofobia, la negazione della differenza, il ricorso alla violenza per imporsi, la difesa virile dell’italianità e l’ergersi muscoloso “a difesa delle proprie donne” siano parte dello stesso universo culturale maschilista in cui cresce anche la violenza contro le donne”.
La violenza maschile contro le donne è infatti un dato strutturale della nostra vita sociale, delle relazioni tra donne e uomini nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro e di studio, nelle nostre città. Per sradicare queste violenze, è necessario rompere con la cultura diffusa che le produce. Le ricerche e le statistiche evidenziano che nella stragrande maggioranza dei casi gli autori delle violenze sessuali e degli omicidi sono i partner, i familiari, gli ex, o i colleghi; mass media e rappresentanti politici continuano invece a rappresentare la violenza contro le donne come opera di stranieri e sconosciuti.
In questo modo si occulta il fatto che la violenza contro le donne è trasversale alle culture e attraversa profondamente la nostra stessa società e gli stessi spazi domestici e familiari.
Se il progetto si svilupperà come programmato, si tratterà della prima iniziativa del genere in Italia, una vera e propria sperimentazione. Prevede l’individuazione di una ventina di uomini di età diversa, disponibili a tenere aperto un Centro di documentazione e incontro e a intervenire in tutte le realtà sociali della provincia per diffondere una cultura maschile nuova, che non ha bisogno di ricorrere alla violenza.
Una nuova frontiera per affrontare una problematica drammaticamente attuale, che vive nel quotidiano e che emerge solo davanti al verificarsi di casi eclatanti.


















