Uno straordinario cammino Stralunato: 160 chilometri e dieci concerti
STRALUNATA 3
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VITERBO - È stata la magia della musica dell’Orchestralunata a fare l’orlo a queste lunghe 10 notti; ma niente in confronto alla poesia di una natura che si è resa protagonista, insieme alla guida Marco Saverio Loperfido, alla storia di questo viaggio.

VITERBO – Al Teatro San Leonardo di Viterbo, domenica 26 novembre, si sono spenti i riflettori della seconda edizione della Carovana che anche quest’anno ha conservato intatta la voglia di scoprire 10 nuovi cammini, attraversando forre, calanchi, guadi e gli splenditi borghi.

Tutto è iniziato da Vallerano venerdi 17 novembre, dove la Carovana si è data appuntamento per iniziare il percorso. Molti i paesi attraversati dai musicisti dell’Orchestralunata e dalle tante persone che hanno deciso di accompagnare quest’ orchestra a piedi.

Nei 10 giorni sono stati percorsi circa 160km raggiungendo vari paesi. Vallerano, Orte, Chia, Vitorchiano, Celleno, Graffignano, Civitella d’Agliano, Bagnoregio, Bolsena e Montefiscone, per poi concludere a Viterbo.

“Una carovana che si porta dietro una scia di emozioni, volti, persone e tradizioni che hanno reso ancor più stralunata questa avventura.

La Carovana a piedi guidata da Maurizio Gregori si rimbocca le maniche sotto l’ultimo sole di un novembre che inizia ad irrigidirsi. Un ringraziamento alla Regione Lazio che ha sostenuto il progetto con il bando “Contributi allo spettacolo dal vivo” e a tutte le amministrazioni comunali, proloco e le varie associazioni che hanno supportato la seconda edizione delle Carovana Stralunata.

È stata la magia della musica dell’Orchestralunata a fare l’orlo a queste lunghe 10 notti; ma niente in confronto alla poesia di una natura che si è resa protagonista, insieme alla guida Marco Saverio Loperfido, alla storia di questo viaggio. Un viaggio che non dimenticheremo e che anzi, siamo sicuri, tornerà presto”. Commentano così i protagonisti. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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