Universo Corto, spazio a 'Lo spettacolo del confine'
25 Luglio -2
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TUSCANIA - Nel tardo pomeriggio, tra gli alberi di Parco Torre di Lavello, il giornalista e ricercatore freelance Giuliano Battiston, con voce volutamente piana, non teatrale, ha ripreso dei brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier 2018) intervallati da interventi a braccio dal giornalista Emanuele Giordana, curatore del volume.

TUSCANIA – Oltre la proiezione serale di short movies internazionali di altissimo livello, il secondo giorno di Universo Corto è stato caratterizzato da “Lo spettacolo del confine”. Una pièce in cui si sono mescolati teatro e lettura, costumi e approfondimento su sette realtà di frontiera: dal Medio Oriente al Pakistan, dal Sahara al Mediterraneo. Nel tardo pomeriggio, tra gli alberi di Parco Torre di Lavello, il giornalista e ricercatore freelance Giuliano Battiston, con voce volutamente piana, non teatrale, ha ripreso dei brani dalla collettanea “Sconfinate. Terre di confine e storie di frontiera” (Rosenberg&Sellier 2018) intervallati da interventi a braccio dal giornalista Emanuele Giordana, curatore del volume.

“I confini sono delle linee virtuali di cui abbiamo una conoscenza molto vaga – spiega Giordana- spesso li abbiamo attraversati e non sappiamo cosa significano e quanto dolore rappresentano. Gli accordi di pace spesso si fanno sulle spalle delle persone, della gente comune che poi li subisce”.

Attraverso il suo racconto ed i suoi cambi d’abito, l’autore ha trascinato visivamente gli spettatori nell’affrontare una questione complessa. Il cinema che è al centro della rassegna, come il teatro e la letteratura, utilizza proprio l’immaginazione per arrivare ad un confronto con il reale. In questo caso la pièce di Giordana/Battiston ha fatto riflettere su come alcune linee immaginarie, inesistenti, decise arbitrariamente da un gruppo ristretto di persone sedute ad un tavolo, possono influenzare nella realtà la vita di intere popolazioni. Dall’accordo Sykes-Picod che dividendo le aree di influenza tra Francia e Inghilterra ha condizionato e continua a condizionare il Medio-Oriente, fino al Mediterraneo stesso, passato dall’essere culla di incontro tra le civiltà, a limite di demarcazione, simbolo di distanza, il problema dei confini continua ad essere di estrema attualità.

“Il confine in sé è qualcosa di utile- conclude Giordana- può anche delimitare lo spazio della nostra casa in cui ci sentiamo liberi, ma quando viene tracciato, soprattutto quando influenza grandi gruppi, o intere etnie con la loro lingua e le loro tradizioni, bisognerebbe coinvolgere più persone nelle decisioni. Questo è l’unico modo per rispettare la loro identità, la loro cultura che altrimenti rischia di essere compromessa”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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