Unitus, per la prima volta a Viterbo si festeggia il Capodanno cinese
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Lunedì 18 febbraio presso l’Aula Magna del Dipartimento Distu (San Carlo) si terrà, per la prima volta nella città di Viterbo, un evento dedicato alla celebrazione del Capodanno Cinese o festa di Primavera

VITERBO- Lunedì 18 febbraio presso l’Aula Magna del Dipartimento Distu (San Carlo) si terrà, per la prima volta nella città di Viterbo, un evento dedicato alla celebrazione del Capodanno Cinese o festa di Primavera.

Dalle ore 14 alle ore 16,30 studenti cinesi e italiani, coadiuvati da alcuni docenti, si esibiranno in varie attività e performance legate alla cultura e alla lingua cinese. Il Capodanno è una festività molto importante, che tradizionalmente in Cina dura due settimane e si trascorre in famiglia. Grazie alla collaborazione tra studenti cinesi di lingua italiana e studenti italiani di lingua cinese sarà possibile dare un piccolo assaggio delle imponenti celebrazioni cinesi per l’arrivo del nuovo anno, come simbolo di reciproco rispetto e amicizia.
Sul palco dopo i saluti iniziali si succederanno diverse performance artistiche, di seguito tutto il pubblico potrà cimentarsi con alcune attività tradizionali cinesi.

Tutta la comunità è invitata a partecipare.
Si trasmette una bozza di programma:
14:00 Professor Luca Lorenzetti, responsabile dell’Aula Confucio della Tuscia: saluti iniziali.
14:10 Victoria Almonte, docente di lingua e letteratura cinese presso il Distu: presentazione della festa di Primavera.
14:20 inizio delle performance: inni nazionali, musiche e balli tradizionali, opera teatrale pechinese, esibizione di Taijiquan e di Qigong.
15:00 inizio delle attività partecipative: gioco del volano cinese, ritagli di carta, calligrafia e scrittura, realizzazione dei nodi cinesi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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