Unitus partner del progetto tra comuni e diocesi " Le porte della Tuscia"
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VITERBO- L'iniziativa ha l'obiettivo di valorizzare il patrimonio di musei e monumenti del territorio

VITERBO- Il titolo della proposta progettuale “Le porte della Tuscia – I musei e monumenti della Tuscia viterbese come motore di sviluppo locale” riassume gli intenti alla base della collaborazione tra la diocesi di Viterbo, come capofila, l’università della Tuscia come partner e i comuni di Acquapendente, Bagnoregio, Montefiascone, Vetralla unitamente alla diocesi di Civita Castellana e la parrocchia del Santo Sepolcro di Acquapendente.

I comuni coinvolti vantano un ricco patrimonio artistico-culturale che, con l’opportuna conservazione e valorizzazione, rappresenta un vero e proprio volano per il rilancio e la ripresa delle attività del territorio. Si tratta di un finanziamento regionale ottenuto tramite la partecipazione al bando “Tecnologie e patrimonio culturale”, al quale l’università della Tuscia, ha aderito facendo rete con tutti i luoghi e gli Istituti di cultura coinvolti nel progetto.

Nello specifico, la progettazione garantirà il potenziamento delle tecnologie applicate alla fruizione, conservazione e valorizzazione dei siti coinvolti, non solo all’interno del proprio contesto territoriale, ma anche ampliandosi e facendo rete lavorando sugli aspetti legati alla comunicazione e promozione del patrimonio artistico, aumentandone la visibilità.

Per l’Unitus è protagonista il sistema museale di ateneo, diretto dalla professoressa Laura Zucconi insieme con il museo della città e del territorio di Vetralla, di cui è responsabile la professoressa Elisabetta Cristallini. Tra gli interventi per il potenziamento dei siti coinvolti è prevista la realizzazione di un’app dedicata, un sistema di audioguida per l’assistenza durante le visite e l’installazione di totem tecnologici con immagini e testi interattivi.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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