Unitus: ”Insetti, la loro scomparsa è un’apocalisse per il pianeta?”
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VITERBO - Da lunedì 8 a venerdì 12 giugno, ogni giorno dalle 16 alle 18 un webinar sull'argomento.

VITERBO – Gli entomologi italiani si mobilitano per portare all’attenzione di un vasto pubblico problematiche di assoluta importanza per il nostro futuro.

L’Accademia Nazionale Italiana di Entomologia e la Società Entomologica Italiana promuovono da oggi lunedì 8 giugno a venerdì 12, ogni giorno dalle 16 alle 18 (con accesso libero attraverso Webinar) nell’ambito delle Giornate culturali 2020, una serie di incontri con studiosi italiani e stranieri di altissima competenza nel settore, con l’obiettivo informare e sensibilizzare il grande pubblico su argomenti che ci toccano così da vicino.

Gli insetti sono gli organismi viventi che hanno avuto il più grande successo evolutivo, colonizzando praticamente tutte le nicchie ecologiche del pianeta e svolgendo numerosi ruoli vitali negli ecosistemi: sono cibo per molti organismi, controllano parassiti, impollinano le piante, riciclano i nutrienti e altro ancora.

La pressione dell’uomo sull’ambiente sta causando un’estinzione senza precedenti di questi organismi. Se il declino degli insetti continua, avrà profonde conseguenze sulla stabilità degli ecosistemi e la produzione di alimenti, con forte impatto sull’economia e sul benessere dell’uomo.

Ciò è causa di grande preoccupazione per il futuro dell’umanità e del nostro pianeta, al punto da essere uno degli argomenti trattati dal G-Science 2020, arrivando alla stesura di un importante joint statement.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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