Unitus, grande festa di consegna dei diplomi all’Orto Botanico
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Grande festa all’Orto Botanico Rambelli dell’Università degli Studi della Tuscia. Questa mattina oltre 150 neolaureati di tutti di dipartimenti dell’ateneo viterbese, hanno ricevuto dalle mani del Rettore Alessandro Ruggeri il tanto sudato ed atteso diploma di laurea.

Grande festa all’Orto Botanico Rambelli dell’Università degli Studi della Tuscia. Questa mattina oltre 150 neolaureati di tutti di dipartimenti dell’ateneo viterbese, hanno ricevuto dalle mani del Rettore Alessandro Ruggeri il tanto sudato ed atteso diploma di laurea.

Ad applaudire questo importante traguardo, tante famiglie che sono intervenute alla cerimonia organizzata dall’Università degli Studi della Tuscia.

“ La consegna dei diplomi è un’occasione per valorizzare di questo splendido luogo. La cerimonia ufficiale di consegna delle lauree fino allo scorso anno era riservata agli studenti che avevano raggiunto una votazione di 110 e 110 e lode. Da quest’anno invece tutti i neolaureati hanno avuto il diploma in una cerimonia ufficiale. E’ un momento che sottolinea la grande coesione tra tutte le strutture dell’ateneo e soprattutto la significativa collaborazione tra università e famiglie, tra docenti e studenti”.

Con toga e tocco, gli studenti sono saliti sul palco e hanno ritirato l’ambita pergamena non senza emozione.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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