
All’Unitus si formano i giovani professionisti del restauro del domani. Ad affermarlo con orgoglio è il Magnifico Rettore, Alessandro Ruggeri, durante la presentazione del corso, che attualmente conta 40 studenti. Il corso è a numero chiuso e riservato a 20 ragazzi per anno accademico. In Italia gli unici altri corsi del genere sono a Torino, Palermo, Roma 2 e Urbino.
Il percorso, ha ricordato Ruggeri, è unico nel suo genere: ha un componente umanistica, che si esplicita nella teoria, e una tecnico-scientifica, ovvero una pratica reale nel restauro di opere antiche. E’ inoltre uno dei pochi corsi a ciclo unico, cioè con una durata di cinque anni. Durante gli studi, inoltre, gli studenti vengono affiancati da professionisti del restauro, che li guidano nel lavoro pratico sulle opere. Come ciliegina sulla torta, infine, c’è il fatto che una volta ultimati gli studi, i ragazzi saranno sin da subito abilitati alla professione e pronti per entrare nel mondo del lavoro.
Alla presentazione del corso, poi, il Rettore unisce anche un appello al decreto Art Bonus: un progetto realizzato per rilanciare e sostenere le opere artistiche e il turismo a loro correlato. Nella pratica Art Bonus consente a imprese o privati che contribuiscono al restauro di un’opera, di detrarre il 65% di quanto donano. Un aiuto concreto al corso di laurea perché andrebbe a finanziare i progetti di restauro delle opere previste dal curriculum di studi.
L’Università della Tuscia ha infatti già iniziato a cercare finanziatori che possono aderire al progetto. Donazioni che serviranno a comprare il materiale necessario per i restauri di “opere minori”, ovvero quelle poco conosciute che quindi non vantano grandi sponsor, ma che sono comunque alla base della cultura e della storia del nostro territorio.
La professoressa Pagliani ricorda la grande importanza di questo lavoro, sia per gli studenti che per i comuni del viterbese che beneficeranno dei loro servizi. Sono state già attivate, infatti, convenzioni con alcuni comuni della Tuscia, come Acquapendente, Orte e Viterbo, ma anche fuori da confini con Orvieto, Roma e, a breve, Napoli. Fra i progetti che verranno eseguiti dagli studenti c’è il recupero della fonte battesimale nella cattedrale di Viterbo e il restauro degli affreschi nel chiostro di Santa Maria in Gradi.
L’Unitus lancia quindi il suo appello ai privati locali, perché attraverso l’Art Bonus possano contribuire a conservare intatta la storia del nostro territorio e a far crescere i giovani talenti del restauro sfornati dalla Tuscia.


















