Unitus, dal Dafne una cura per ridurre le perdite di grano
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VITERBO - Al via la sperimentazione di sostanze di origine naturale al posto dei fungicidi di sintesi.

VITERBO – Uno studio dell’Università della Tuscia coordinato dal professor Giorgio Mariano Balestra del Dafne e pubblicato recentemente sulla rivista scientifica PlosOne, ha analizzato i meccanismi di resistenza al fungo e gli effetti su altre attività della spiga di grano.

La fusariosi della spiga, causata dal fungo Fusarium graminearum, è una delle più dannose malattie del grano, sia duro che tenero, che porta a gravi perdite di produzione ed alla contaminazione da parte di micotossine, tossiche sia per l’uomo che per gli animali. E’ una malattia che colpisce la coltivazione del grano ovunque viene coltivato, in Italia e nel Mondo. I danni causati da questo patogeno mediamente determinano perdite dal 30% fino al 70% del raccolto finale.

Oggi sono disponibili alcune varietà di frumento resistenti ma pochi studi hanno chiarito come le piante si difendono ed eliminano le vie di accesso per il fungo. Lo studio ha fatto luce su quali geni sono coinvolti nei meccanismi di difesa del grano e quale sia l’effetto della malattia sulla attività fotosintetica delle piante.

Mediante il progetto Psr SmartAgri platform coordinato dal consorzio agrario dell’Umbria, con la dottoressa Sara Francesconi, al Dafne sono stati studiati come l’apertura/chiusura degli stomi e differenti parametri fotosintetici, sono coinvolti nelle risposte di resistenza delle piante di grano. L’aumento della temperatura, determina una diminuzione dell’efficienza fotosintetica nella cultivar Rebelde (sensibile) ma non nella cultivar Sumai3 (resistente).

Si stanno inoltre sperimentando sostanze di origine naturale al posto dei fungicidi di sintesi, ai quali sempre più il fungo resiste; questo approccio nelle prove sperimentali ha permesso di ridurre le perdite dell’80%.

Questi risultati permetteranno di sviluppare a breve una piattaforma interattiva dove gli utenti potranno verificare in tempo reale il livello di rischio (basso, medio, alto) d’infezione da parte del fungo, così da intervenire preventivamente e riducendo gli interventi fitosanitari di sintesi, così da controllare in maniera ecosostenibile questo pericolo patogeno, tutelando sempre più la filiera del grano made in Italy.

 

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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