Unitus accoglie la sua prima studentessa sorda e attiva pratiche per l'inclusività
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Un traguardo storico per l’Università di Viterbo, che rappresenta una concreta testimonianza dell’impegno dell’Ateneo nel rendere effettive le proprie politiche di inclusione.

UNITUS – L’Università degli Studi della Tuscia annuncia l’adozione di un regolamento dedicato alla comunità studentesca sorda, segnando un passaggio fondamentale nel percorso dell’Ateneo verso un modello sempre più equo e inclusivo. Il nuovo regolamento nasce con l’obiettivo di garantire pari opportunità, piena partecipazione alla vita accademica e adeguati servizi di supporto lungo l’intero percorso di studi.

In questo contesto si inserisce un risultato di particolare rilievo: l’iscrizione della prima studentessa sorda al corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione, afferente al Dipartimento DIKE di Scienze Giuridiche, sociali e pedagogiche. Un traguardo storico per l’Università di Viterbo, che rappresenta una concreta testimonianza dell’impegno dell’Ateneo nel rendere effettive le proprie politiche di inclusione.

L’iniziativa costituisce il primo effetto diretto del progetto europeo ISENSE – Innovative Supporting Services for University Students with Deafness, finanziato dal programma Erasmus+ e coordinato dall’UniTus. Il progetto è stato finalizzato alla riduzione delle barriere educative per la comunità studentesca sorda, al rafforzamento delle competenze del personale universitario e alla promozione della cultura sorda all’interno del contesto accademico europeo.

Determinante è stata la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Viterbo che, grazie a un accordo già attivo con l’Ateneo, ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura sorda e all’attivazione dei servizi necessari a garantire l’accessibilità. Sono previsti percorsi di supporto personalizzati, servizi di assistenza alla comunicazione e interpretariato in Lingua dei Segni Italiana durante le attività didattiche e gli esami, secondo un approccio strutturale e non emergenziale all’inclusione.

“Siamo profondamente orgogliosi del lavoro svolto e dei risultati raggiunti – ha dichiarato Juri Taborri, referente per le pari opportunità e le relazioni internazionali dell’Università degli Studi della Tuscia. L’arrivo della prima studentessa sorda nel nostro Ateneo è il frutto di un impegno costante e condiviso. Il progetto ISENSE ha contribuito in modo determinante alla costruzione di un modello di università più accessibile, capace di riconoscere e valorizzare le diversità linguistiche e culturali come una risorsa. Questo traguardo rappresenta l’inizio di un percorso che intendiamo proseguire con convinzione e senso di responsabilità”.

A sottolineare il valore istituzionale e umano di questo passaggio è intervenuta la Rettrice Tiziana Laureti: “L’Università è, prima di tutto, una comunità che si prende cura delle persone. Prendersi cura significa ascoltare, rimuovere gli ostacoli, creare le condizioni perché ciascuna e ciascuno possa esprimere pienamente il proprio potenziale. L’accoglienza della nostra prima studentessa sorda non è solo un risultato organizzativo, ma l’espressione concreta di una visione: un Ateneo che non si limita a garantire diritti, ma che accompagna, sostiene e valorizza ogni percorso individuale. L’inclusione, per noi, è una responsabilità quotidiana e un impegno strutturale verso il futuro”.

Con questa iniziativa, l’Università degli Studi della Tuscia rinnova il proprio impegno nella costruzione di un ambiente accademico aperto, partecipato e pienamente rispettoso dei diritti di tutte e di tutti, promuovendo una cultura della cura come fondamento dell’esperienza universitaria.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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