Unitus, 22 milioni di euro in 5 anni dal Miur per la ricerca su salvaguardia di agricoltura e foreste
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VITERBO - Così il professor Nicola Lacetera risponde alle domande di Simona De Santis giornalista del Corriere della Sera che pubblica su "La Lettura", un inserto dell'autorevole giornale, un'intervista con il cattedratico dell'Università della Tuscia alla quale sono arrivati dal MIUR 22 milioni di euro per 5 anni proprio per portare avanti il progetto Safe-Med elaborato dal DAFNE (Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali) dell'UNITUS.

VITERBO – “Il progetto dell’Unitus mira a migliorare la qualità della ricerca: in particolare i progetti riguardanti la sostenibilità dei sistemi agrari e forestali in ambiente mediterraneo, non solo dal punto di vista locale ma anche nel contesto di un cambiamento globale”.

Così il professor Nicola Lacetera risponde alle domande di Simona De Santis giornalista del Corriere della Sera che pubblica su “La Lettura”, un inserto dell’autorevole giornale, un’intervista con il cattedratico dell’Università della Tuscia alla quale sono arrivati dal MIUR 22 milioni di euro per 5 anni proprio per portare avanti il progetto Safe-Med elaborato dal DAFNE (Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali) dell’UNITUS.

Sostenibilità ambientale, agricoltura, mutamenti globali e clima sono i temi, secondo la giornalista del Corsera sui quali si gioca una parte non trascurabile dello sviluppo mondiale. E in questo ambito la ricerca dell’Università della Tuscia è in prima linea. Il progetto Safe-Med è stato elaborato insieme con altri due dipartimenti: quello per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali e quello di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici.

“Reclutando ricercatori-ha aggiunto il professor Lacetera- in aree strategiche dove eravamo sguarniti, potenziando le infrastrutture, migliorando l’offerta formativa, favorendo l’internazionalizzazione delle didattica e la mobilità degli studenti, nell’arco di 5 anni ce la faremo a raggiungere l’obiettivo”.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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