Unione, riappaiono i fondi scomparsi
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Tornano a fare capolino i soldi che la Regione Lazio aveva destinato al terzo stralcio del Teatro Unione. Un milione e 263mila euro che improvvisamente erano scomparsi dal bilancio della Pisana. "Solo un problema tecnico dovuto alle nuove procedure contabili", precisa il consigliere regionale Panunzi, che fa tirare un respiro di sollievo al sindaco Michelini.

Un milione e 263mila euro. Questa la somma che tempo fa era stata destinata dalla Regione Lazio ai lavori per il terzo stralcio del Teatro Unione. La stessa somma che nel marzo scorso si era magicamente volatilizzata dal bilancio della Pisana, lasciando la Giunta del Sindaco Michelini in forte imbarazzo, visto che del rilancio del Teatro Unione, chiuso dal 2011, aveva fatto una vera e propria bandiera.

La somma, però, pare non essersi del tutto volatilizzata e riapparirà nei bilanci a partire da ottobre. Il taglio, secondo il consigliere regionale Panunzi, sarebbe stato solo un artificio contabile dettato dalle nuove procedure e, nei prossimi giorni, il finanziamento dovrebbe tornare a disposizione di Palazzo dei Priori. Un respiro di sollievo per la giunta Michelini, che vistasi sfilare sotto il naso il finanziamento, era già riuscita a racimolare tra le pieghe del bilancio consuntivo 900mila euro, utili a dare continuità ai lavori del teatro e che avrebbero rimpiazzato circa i due terzi del finanziamento. Soldi, questi, che ora potranno essere utilizzati in maniera differente dal Comune.

A confermare il ripristino del finanziamento arriva anche il Sindaco, che ieri alla convention del Pd aveva anticipato la notizia: “L’Unione? Siamo in attesa di buone notizie dalla Regione, dovrebbero arrivare nei prossimi giorni”. Ritrovati i soldi, Michelini dovrà ora fare i conti con la macchina burocratica comunale, decapitata dalle inchieste giudiziarie. Il settore lavori pubblici, infatti, è ancora senza una guida dopo che Ernesto Dello Vicario, arrestato nell’ambito dell’operazione Vento di Maestrale, sul servizio di nettezza urbana, è stato destinato ad altri compiti su disposizione della magistratura, mentre Emilio Capoccioni, che lo aveva temporaneamente sostituito, è andato in pensione.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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