Unione: Michelini promette qualcosa di spettacolare per la riapertura. Ma come sarà gestito?
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Al Teatro Unione queste sono le ore delle celebrazioni per la consegna dei lavori, ma l'idea su come riaprirlo c'è o non c'è?

Al Teatro Unione queste sono le ore delle celebrazioni per la consegna dei lavori, ma l’idea su come riaprirlo c’è o non c’è? Le opere, le ennesime, dell’ultimo stralcio delle opere di ristrutturazione durano da tanti anni. Anni in cui non si è più presa in considerazione le modalità di riapertura della struttura. Dopo aver sistemato la platea, oggi è il momento del soffitto e degli impianti elettrici e anti-incendio. Ma oltre questo, non ci sarebbe molto di più.

L’amministrazione Michelini comunque ora ha in mano il finanziamento della Regione che dovrà essere speso tassativamente entro la prossima primavera. Ecco perché l’accelerazione dovrà portare alla consegna della struttura entro il 31 marzo.

Poi a primavera entreremo tutti all’Unione “per assistere a qualcosa di straordinario”. Così dice Leonardo Michelini senza però spiegare chiaramente cosa abbia in mente l’amministrazione. Immaginare la gestione di un teatro di quella dimensione e con quei costi di gestione, infatti, non è una cosa da relegare agli ultimi minuti.

Per riaprire la struttura Viterbo è già in ritardo e il Comune dovrebbe esplicitare quali modalità di gestione sta tenendo in considerazione. L’assegnazione ai grandi viterbesi come Alfonso Antoniozzi? Ascoltare i consigli di Paolo Pelliccia? Accogliere la proposta di Unione Teatrale viterbese di Gian Maria Cervo? O che altro?

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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