Unione della Tuscia. "Baratto amministrativo? Una boiata pazzesca"
Umberto CIucciarelli
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Nell’auspicio che questa proposta non veda mai realizzazione, l’Unione della Tuscia considera tale strumento errato sia dal punto di vista sociale che amministrativo. “Il concetto stesso di 'baratto amministrativo' è una vera fesseria” ​scrive Umberto Ciucciarelli, portavoce del movimento.

Unione della Tuscia sulla proposta di “baratto amministrativo”: “Una boiata pazzesca”.

“Apprendiamo dalla stampa locale – scrive il movimento politico guidato da Umberto Ciucciarelli – che alcune associazioni hanno protocollato presso il Comune di Viterbo una proposta di recepimento da parte dell’Amministrazione del Decreto Legge 133/2014 riguardante la possibilità di istituzione del cd Baratto Amministrativo, dopo che già gli esponenti del M5S avevano presentato al riguardo una mozione in Consiglio Comunale.

Nell’auspicio che questa proposta non veda mai realizzazione, l’Unione della Tuscia considera tale strumento errato sia dal punto di vista sociale che amministrativo. “Il concetto stesso di ‘baratto amministrativo’ è una vera fesseria” ​scrive Umberto Ciucciarelli, portavoce del movimento.​ “Intanto, o tutti o nessuno. Se lo concedi al privato non vedo perchè non devi concederlo alle aziende, che potrebbero sistemare le loro pendenze con la fiscalità locale fornendo beni o servizi. In secondo luogo, se non ti posso pagare non è che devi ‘elargirmi’ la possibilità di scontare il mio debito sfruttandomi. Per il semplice fatto che preferirei essere messo nelle condizioni di pagare”.

“Questo modo di concepire le soluzioni è castrante, tipicamente grillino” ​continua Ciucciarelli​ “ Esso si limita, come del resto tutta la proposta politica espressa sin qui dal M5S a livello nazionale, alla fotografia dello stato attuale delle cose e trova il modo di ‘tirare a campare’; non tende allo sradicamento di quelle cause che hanno contribuito al dissesto sociale cui stiamo assistendo, ci mette semplicemente una pezza. Ormai la tendenza è quella di aprire bocca e dargli fiato senza considerare le implicazioni di ciò che si propone. Mi immagino, ad esempio, quel padre di famiglia cui potrebbe esser chiesto di pulire la fontana di Piazza delle Erbe per pagare il dovuto all’amministrazione. Hanno pensato, una volta scontato il debito, a come restituirgli la faccia?”.

E conclude​ “Noi apparteniamo a quel genere di persone che prendono il toro per le corna. Ed abbiamo tutta l’intenzione di trasformare ogni opportunità in occasione di riscatto per ciascuno. Come ampiamente dimostrato in sede di stesura di Bilancio, la giunta Michelini non pone limiti all’inventiva quando si tratta di spremere i cittadini: ci preoccupa pertanto che il Baratto Amministrativo possa essere considerato dall’assessore Ciambella uno strumento adatto a trasformare crediti inesigibili in lavori forzati e quindi presto recepito. Una seria Amministrazione crea le condizioni affinchè nessuno rimanga indietro, non cerca il sistema di spremere anche dove non è oggettivamente possibile”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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