Unindustria chiede investimenti sulla banda larga. Tortiello: "Competitività del Paese si gioca su questo"
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ROMA - “La competitività del nostro Paese e del nostro sistema produttivo deve essere assolutamente al centro di una nuova politica di modernizzazione dell’Italia” dichiara Filippo Tortoriello, Presidente di Unindustria.

ROMA – “La competitività del nostro Paese e del nostro sistema produttivo deve essere assolutamente al centro di una nuova politica di modernizzazione dell’Italia” dichiara Filippo Tortoriello, Presidente di Unindustria.

“Apprezzo molto le parole dell’amministratore delegato di Tim Luigi Gubitosi quando afferma che c’è assoluta necessità di accelerare la cablatura della banda ultra larga in tutta Italia perché soltanto in questo modo possiamo dare un grandissimo slancio al nostro sistema produttivo e alla nostra economia. Già in passato la nostra Associazione, con il coordinamento della Sezione Comunicazioni che raggruppa tutte le aziende delle telecomunicazioni, aveva proceduto con grande attenzione ad una ricognizione delle aree industriali che presentavano criticità con l’infrastruttura di rete.

Attualmente, in modo analogo, Unindustria ha aggiornato tale mappatura a livello regionale individuando circa 65 zone industriali con problemi di connettività. Perciò la realizzazione della banda ultra larga in tutta Italia è fondamentale per la crescita del nostro sistema produttivo e risponde alle esigenze di competitività delle nostre imprese.

La creazione di tale infrastruttura non è più rinviabile in quanto è fondamentale anche per una veloce digitalizzazione della pubblica amministrazione, presupposto per dar vita a quella rete di infrastrutture immateriali necessarie alla realizzazione delle Smart city, che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini e la competitività delle imprese. Auspico perciò fortemente che sull’investimento sulla banda ultra larga ci sia una decisa accelerazione nei prossimi mesi: tutto il sistema delle imprese guarda con enorme interesse alla sua realizzazione”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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