Unicef mette le sue pigotte nelle vetrine dei negozi viterbesi
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VITERBO - Questi i punti in cui è possibile adottare una pigotta: sede Comitato provinciale Unicef, Via Carlo Cattaneo 9 (previo appuntamento tel. 334-1195893 - mail: comitato.viterbo@unicef.it); Dominique di Rita Cappelli, Corso Italia 128; Di Marco Sport, Piazza della Rocca 5, Bellissima by Laura, Via Vicenza 11; Antico Panificio di Pianoscarano, Via Ippolito Nievo 25.

VITERBO – Pigotte Unicef nelle vetrine dei negozi viterbesi. Nonostante l’emergenza Covid-19 i volontari del Comitato provinciale Unicef di Viterbo continuano a operare in maniera significativa sul territorio con spirito di solidarietà, coerenza e attenzione. Tornano così anche quest’anno, nel periodo natalizio, le pigotte, le caratteristiche bambole di pezza che si possono adottare in alcuni punti della città.

“Con le contingenti restrizioni – afferma Stefania Fioravanti, presidente provinciale Unicef – è venuta meno la visibilità delle tradizionali attività del Comitato provinciale di Viterbo legate al periodo antecedente il Natale e con la stessa passione, creatività i volontari, pur di non far mancare la loro presenza e il loro fattivo contributo a sostegno delle campagne di raccolta fondi, hanno ideato nuove modalità accogliendo con favore la disponibilità di alcuni negozianti che con entusiasmo hanno messo a disposizione uno spazio espositivo per le pigotte e i gadget Unicef”.

Il Comitato ringrazia le scuole del territorio e tutta la comunità locale per aver sempre risposto positivamente alle iniziative intraprese e le attività commerciali che hanno aderito, invitando a scegliere “Una pigotta per la vita” come regalo di Natale. Questi i punti in cui è possibile adottare una pigotta: sede Comitato provinciale Unicef, Via Carlo Cattaneo 9 (previo appuntamento tel. 334-1195893 – mail: comitato.viterbo@unicef.it); Dominique di Rita Cappelli, Corso Italia 128; Di Marco Sport, Piazza della Rocca 5, Bellissima by Laura, Via Vicenza 11; Antico Panificio di Pianoscarano, Via Ippolito Nievo 25.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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