"Importante avere il Santo Padre"
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No Papa, no trasporto straordinario? Non è proprio così ma la presenza del pontefice è un qualcosa di importante che bisogna riuscire a portare a casa. Così la data del 31 maggio, indicata da Michelini, per il trasporto diventa poco probabile.
Fiore del Cielo

31 maggio ko. La data del trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa data in pasto in questi giorni al Messaggero di Viterbo dal sindaco Leonardo Michelini è fuori gioco. Ad alzare la bandierina il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini che in un’altra intervista su Tusciaweb la bolla così “è solo una delle ipotesi e la meno certa”. Nessun numero sul calendario infatti è stato ancora deciso e il giorno buono dovrà comunque essere frutto di una concertazione tra sindaco, Sodalizio, costruttori della Macchina ma soprattutto Santa Sede.

 

 

No Papa, no trasporto?

Sicuramente la presenza del pontefice è gradita, attesa e particolarmente importante. Il trasporto straordinario, lanciato come idea già nel grande giorno di Baku (4 dicembre) per festeggiare il titolo di patrimonio immateriale dell’Unesco riconosciuto alla Macchina di Santa Rosa, è nelle intenzioni di tutti. Tanto che il sindaco Michelini ha scritto già al presidente della Regione Lazio Zingaretti per farci inviare “la carbonella”, leggasi il denaro per l’occasione. E’ però volontà di tutti i viterbesi che il “campanile che cammina” sfili davanti agli occhi di Papa Francesco. E’ quindi necessario trovare una data che renda possibile all’erede di San Pietro la venuta a Viterbo. Quella del 31 è la risposta errata. Perché, come vi abbiamo raccontato nell’articolo di ieri, l’agenda pontifica è già occupata dalle celebrazioni per la chiusura del mese mariano.

 

 

Le date di Massimo Mecarini

Nel lotto delle date per il trasporto straordinario Mecarini, nell’intervista a Tusciaweb, punta su primo giugno o il 7. Ma a chiudere la partita deve essere la parola del Vaticano.

 

 

I precedenti storici

Il primo trasporto straordinario della storia della Macchina  venne effettuato il primo luglio 1983, per celebrare il 750esimo anniversario della nascita di Santa Rosa. Il secondo è appena a un anno di distanza: 27 maggio 1984. L’occasione fu data dall’arrivo in città di papa Giovanni Paolo II.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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