Under 30 - Simone Pernazza, direttore di banda musicale a 23 anni
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Si può essere direttore di banda musicale a 23 anni? C'è riuscito Simone Pernazza, oggi 29enne, ma arrivato alla guida della banda musicale di Bassano in Teverina ben sei anni fa. Allora era senza dubbio il più giovane direttore di banda d'Italia.

Il Maestro Simone Pernazza, giovane viterbese e promessa del panorama musicale italiano, a soli 29 anni è direttore della banda musicale di Bassano in Teverina e insegnante di musica. Lo abbiamo “scovato” e deciso di raccontarlo all’interno di Viterbo Under 30.

 

Come si diventa direttore di banda a 29 anni?

“In realtà sono già 6 anni che dirigo la banda e che insegno musica. Sono diventato direttore a 23 anni (forse il più giovane in Italia), esattamente 5 mesi dopo essermi diplomato presso il Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni. La mia passione per la musica nasce in tenera età e mi viene certamente trasmessa da mio padre, grande amante della musica e da mio nonno. Come la stragrande maggioranza dei musicisti professionisti ho mosso i miei primi passi presso la scuola di musica del paese natio, per poi in seguito intraprendere gli studi professionali. In un primo momento ho studiato a Orvieto con il grande trombettista maestro Massimo Bartoletti, poi per conciliare gli studi di scuola secondaria con quelli musicali, sono dovuto necessariamente tornare a Viterbo dove ho studiato per tre anni presso la Scuola Musicale Comunale. In questi anni ho sostenuto diversi esami in vari conservatori italiani (Fermo, Bari, L’Aquila). Successivamente sono tornato dal maestro Bartoletti con il quale, sotto la sua guida, mi sono diplomato da privatista presso l’Istituto Musicale G. Briccialdi di Terni. Ovviamente oltre che dirigere sono anche un musicista e collaboro con varie orchestre e gruppi”.

 

Nel 2010 quindi diventi direttore della banda di Bassano in Teverina. Che effetto ti ha fatto?

“Ho provato emozioni indescrivibili, sapevo già che sarebbe stato un duro lavoro, ma sono partito con una grande carica emotiva, una voglia di fare e di crescere che mi accompagna tuttora. Sin dall’inizio, nonostante fossi allora davvero giovanissimo, non ho mai temuto il confronto generazionale con quelli più grandi o più piccoli di me, in quanto mi ricordo che nel mio primo discorso dissi le seguenti parole: “Io e tutti voi siamo qui esclusivamente per fare musica. Ripongo fin da subito in voi massima fiducia e rispetto e mi auguro voi facciate altrettanto con me. Ci sono regole da rispettare che possono aiutarci a crescere. Solo così riusciremo a creare un bel gruppo affiatato e sempre in crescita”. E per fortuna è stato così, mi hanno dato retta.

In seguito ho subito riattivato con l’aiuto della Commissione della Banda, del sindaco e dell’amministrazione comunale e della preziosissima collaborazione dell’amico maestro Andrea Zalfa la scuola di musica, ninfa per il futuro della banda, che in soli sei anni ha visto formarsi più di 50 allievi, un numero notevole per un paese piccolo come Bassano. Molti di loro oltre a essere tuttora componenti effettivi della banda hanno anche intrapreso gli studi di alta formazione presso i licei e conservatori. Davvero una grandissima soddisfazione per me. Inoltre ho completamente rinnovato il repertorio inserendo brani di musica leggera, colonne sonore di film e brani originali per banda di difficile esecuzione che hanno avuto e hanno tuttora un enorme successo verso il pubblico”.

 

Mi risulta che attualmente sei oltre che insegnante anche direttore artistico di due diverse scuole musicali. Una per l’appunto a Bassano e l’altra a Viterbo presso la parrocchia di Villanova. Che differenza c’è tra i due contesti?

“In realtà a livello professionale nessuna. Anche qui a Viterbo mi sono avvalso della collaborazione di maestri professionisti, che sono anni che insieme a me formano allievi di tutte le età in diversi comuni della provincia. Abbiamo all’attivo 15 allievi e per essere nata da poco non è davvero niente male. Credo anche qui ci siano molte possibilità di crescita. Sono felice che in questo contesto ho conosciuto molte persone valide. Ringrazio don Emanuele Germani che mi ha dato carta bianca sin da subito per creare questa realtà e che ringrazio di cuore. Il suo pensiero si sposa benissimo con il mio ed è quello di invitare tutti i genitori a iscrivere i propri figli alla scuola di musica, fondamentale per la loro crescita, indipendentemente che poi diventino in futuro dei musicisti o meno.

Sei molto presente nei vari eventi, quest’anno hai anche diretto un’orchestra di fiati per la processione del Venerdì Santo proprio a palazzo papale …

“Si è stata un’esperienza bellissima e gratificante. Sono riuscito a mettere insieme una mini formazione di 20 amici musicisti professionisti, che hanno suonato ovviamente benissimo e che hanno regalato a me l’onore di dirigerli e ottima musica alla cittadinanza di Viterbo. Sono sicuro che non mancheranno in futuro altre occasioni”.

 

Per concludere come definiresti la tua vita? Quel è il tuo motto?

“Beh come dico sempre la musica per me è vita. E come tendo a ripetere essa non è di chi la fa ma di chi la ama incondizionatamente. Sono orgoglioso di ciò che sono riuscito a costruire fino a ora con impegno e serietà. Ringrazio di cuore chi fin da subito ha creduto in me e chi continua a farlo, nessuno escluso. Sono sicuro che il mio lavoro non sia ancora finito, anzi è appena iniziato”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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