Under 30 - Dalla Puglia fino a Radio Verde, la storia di Antonia
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Dopo la serie di successi di ascolti con il programma di Radio Verde Whatsup la Fune intervista la conduttrice del programma, la storia di Antonia Bianchini, una ragazza di 22 anni lontana dalla famiglia per studiare a Viterbo con tanti sacrifici.

Dopo la serie di successi di ascolti con il programma di Radio Verde Whatsup la Fune intervista la conduttrice del programma, la storia di Antonia Bianchini, una ragazza di 22 anni lontana dalla famiglia per studiare a Viterbo con tanti sacrifici.

Antonia, studentessa e ora conosciuta come conduttrice del programma radiofonico di Radio Verde Whatsup, come è stato allontanarsi dalla propria famiglia e soprattutto quale differenze trovi tra il sud e qui?

Non è stato semplice, anzi è stato difficilissimo. È vero che è stata mia la scelta di andare via e studiare fuori la mia terra, la Puglia, ma proprio questa scelta mi ha fatto crescere e capire quanto sono importanti gli affetti come la famiglia quando sono lontani da te. All’inizio volevo studiare a Firenze, anche se per me era più vicino Lecce visto che provengo da San Marzano di San Giuseppe in provincia di Taranto, ma poi mi colpì Viterbo e la sua università che è molto famosa al sud. Fra le cose che trovo diverse c’è il calore della gente che si respira giù.

Ci vuoi raccontare l’approccio con i giovani viterbesi?

All’inizio non è stato per niente semplice. Riuscivo a stringere legami solo con chi come me proveniva da realtà come la Sicilia e la Calabria, realtà aperte e non chiuse come qua, anche se pian piano sono riuscita a socializzare, ma ripeto anche ora non è semplice. Al Sud si è molto più calorosi e ci teniamo molti agli affetti e agli abbracci.

Prima di venire nella nostra zona cosa facevi giù?

Sia durante e dopo il liceo sono andata a lavorare di notte nei campi con poche ora di sonno. Molti giovani lo fanno, perché da noi anche i lavori più faticosi come la campagna piace farla, ma soprattutto piace lavorare anche se per tutto l’orario di lavoro porti pochissimo a casa. Mi ritrovavo a tornare di estate alle 4 del pomeriggio per dover riandare a lavorare all’una di notte e a due ore di distanza dal mio paesino.”

Qual è il tuo sogno?

Il mio sogno è  quello di finire di laurearmi e diventare una giovane imprenditrice con la voglia di far lavorare le persone nella mia azienda e poi, anche se è molto reale, mettere su famiglia con il mio fidanzato.

La tua paura?

Penso che di paure ne abbiamo tutti e quella più comune è la paura che i propri progetti possano saltare, ma sta a noi non farla prevalere.

Infine, qual è la cosa più bella della tua vita e cosa diresti ai giovani di oggi?

Le cose più belle per me sono il mio fidanzato, che ho trovato qui, la mia famiglia, che mi manca tantissimo, la sua famiglia, che mi ha fatto entrare nella loro vita e fatta sentire a casa, e il programma su Radio Verde Whatsup, di cui ringrazio tutto lo Staff e Gioia Capulli per questa bella opportunità. Ai giovani dico di darsi da fare, io sono abituata al sud dove si lavora senza lamentarsi e si è pronti a fare qualsiasi tipo di lavoro anche se malpagati, e per questo invito a sacrificarsi perché solo così nella vita si hanno risultati con tanta pazienza.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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