

VITERBO – Alberto Ciorba, un grande viterbese. Così l’amministrazione Frontini decide di intitolargli una via, anzi un largo, proprio nella sua Pianoscarano. La decisione è maturata all’interno della giunta, che ha fatto propria la richiesta avanzata lo scorso 7 di marzo dai figli Ombretta, Remigio, Giuliano e Nicoletta.
Al commendatore sarà intitolata l’area adiacente Porta del Carmine, fino all’intersezione con via San Carlo e via della Polveriera che attualmente si chiama via di Pianoscarano. Un posto dove Alberto Ciorba ha passato molta parte della sua vita, una sorta di quartier generale della sua frenetica e sempre seria e lungimirante attività.
La motivazione recita così: “L’encomiabile attività svolta in maniera assidua dal Commendator Alberto Ciorba, atta alla valorizzazione della città di Viterbo, con particolare dedizione al quartiere medievale di Pianoscarano”.
E proprio Pianoscarano in modo particolare è stato un grande amore per il “cummenda”. Ma anche tutta Viterbo in generale. Chi scrive ha avuto la fortuna di scambiare con lui vari discorsi, sempre nell’interesse della città. Un interesse vero, sincero, sanguigno. Come solo gli uomini che si sono fatti da sé sanno avere.
E che Ciorba sia stato un “self made man” è un dato di fatto. Dal niente ha costruito una delle imprese edili più importanti del Viterbese, la Ciorba srl. Amico di Viterbo, amico dei monumenti della città, dello sport (il mito di Giggetto Malé si deve anche al legame con Ciorba) e dei giovani.
Uomo di dialogo, di moderazione, di mediazione ma anche capace di “battagliare” per portare a casa i risultati. Con lui abbiamo parlato tanto. Moltissimo di boxe (di cui era appassionato), tanto anche del Carnevale viterbese (quello glorioso con il leone d’oro vinto dalla sua Pianoscarano una sola volta e subito venduto per ripagare le spese sostenute per la realizzazione del carro del quartiere) e abbastanza del futuro di Viterbo, per cui sognava in primis un’espansione demografica (così che potesse contare, anche politicamente, di più).
Ciorba è stato un uomo del pensare, del fare, del sapere vedere e capire le cose. Quando parlavi con lui, nel suo ufficio proprio vicino porta del Carmine, avevi sempre davanti agli occhi un disegno di “una cazzuola e una cucchiara” che impastava il cemento. Lui veniva da lì, conosceva il lavoro davvero e non l’ha mai dimenticato. Ecco perché è riuscito sempre a farsi volere bene da tutti i suoi dipendenti.
La giunta Frontini approva la modifica della denominazione dell’area adiacente porta del Carmine: un largo porterà il nome del commendatore
La giunta ha approvato l’intitolazione del largo lo scorso 17 maggio. La copia dell’atto è stata trasmessa al prefetto Gennaro Capo e alla Soprintendenza per l’acquisizione della necessaria autorizzazione. L’efficacia del provvedimento è infatti subordinata al rilascio del via libera da parte di questi due enti. L’idea dell’intitolazione nasce nel 2012, approvata all’unanimità dal consiglio comunale dell’era Marini.

















