

TARQUINIA – Sabato 26 settembre 2026, alle ore 16:30, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio — quest’anno votate a un verbo che è quasi un manifesto programmatico: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” —, ci viene concessa una chiave d’oro. Anzi, una chiave sotterranea.
Parliamo di lei, la monumentale Tomba del Cardinale, in località Primi Archi a Tarquinia. Un luogo solitamente blindato, custode geloso di un silenzio millenario, chiuso al pubblico per quell’atto d’amore severo che è la conservazione preventiva. Una grandiosa camera ipogea del III secolo avanti Cristo, un capolavoro architettonico sorretto da quattro pilastri possenti che sembrano reggere il peso non solo della roccia, ma della storia stessa, arricchita da fregi figurati che parlano la lingua misteriosa e affascinante degli antichi.
Qui il tema delle Giornate Europee prende carne, pietra e colore. Non si tratta solo di ammirare la bellezza, cari miei, ma di comprendere la fragilità eroica di questo microclima sotterraneo, la lotta quotidiana dei tecnici, dei restauratori e degli archeologi della SABAP per difendere la memoria dall’usura del tempo e dall’oblio. Rinnovare la memoria attraverso i documenti storici, resistere all’incuria, proteggere il nostro DNA culturale.
E allora, chiudete le distrazioni quotidiane, infilate scarpe comode e preparatevi a un viaggio nell’ade etrusco. L’appuntamento è per il 26 settembre alle 16:30, ma attenzione: trattandosi di un tesoro delicatissimo, i posti sono rigorosamente contati — appena cinquanta fortunati! — e la prenotazione è tassativa entro il 24 settembre, scrivendo a sabap-vt-em.tarquinia@cultura.gov.it (munendosi della rituale liberatoria di responsabilità, che è il nostro lasciapassare moderno per l’avventura).
Andate a vedere, andate a riflettere su cosa significhi davvero ereditare una civiltà. Perché chi sa proteggere il passato, state pur certi, sa inventare il futuro. Buona meraviglia a tutti!


















