"Una targhetta col nome del proprio caro su Gloria". L'invito di Ascenzi ai viterbesi
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SPECIALE SANTA ROSA - I viterbesi potranno ricordare i proprio cari con una targhetta, col loro nome sopra, posizionata sopra Gloria. Questa l'idea di Raffaele Ascenzi per l'ultimo Trasporto della sua Macchina. 

SPECIALE SANTA ROSA – I viterbesi potranno ricordare i proprio cari con una targhetta, col loro nome sopra, posizionata sopra Gloria. Questa l’idea di Raffaele Ascenzi per l’ultimo Trasporto della sua Macchina. 

“Questa Macchina deve essere più bella dentro che fuori, dando una grossa componente spirituale diventa più bella. E’ accaduto che ho parlato con la madre di un ragazzo giovane purtroppo scomparso. Mi ha raccontato che voleva tanto fare il facchino ma non era riuscito. Da qui l’idea di portarlo sulla Macchina attraverso una targhetta stampata con il suo nome. Un’idea che estendo a quanti vorranno ricordare su Gloria un proprio caro scomparso. Basta che ci consegnate una targhetta in plastica di dieci centimetri per tre in sfondo bianco col nome sopra, io e Fiorillo l’attaccheremo sulla Macchina e lì rimarrà per sempre. Le preghiere anche rimarranno dentro la Macchina”. Così Ascenzi.

Le targhette dovranno essere consegnate al Red Rose Cafè, in Piazza San Sisto, entro venerdì primo settembre alle 13.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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