Una spiga come logo, per richiamare lo spirito rigenerativo del Poggino
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Il logo è stato progettato da Martina Pizzi, giovane designer della comunicazione che ha studiato al Politecnico di Milano, in collaborazione con lo staff di Radio Verde.

Un nuovo obiettivo, una nuova squadra, una nuova campagna pubblicitaria e anche un nuovo logo: una spiga di grano. Il Parco Commerciale del Poggino sta crescendo e sta allargando la propria rete di commercianti, artigiani e imprenditori che hanno deciso di riunire i propri sforzi. Con gli sforzi per rendere più riconoscibile l’area commerciale e artigianale ospitata all’interno della grande area produttiva c’è anche lo studio di una nuova immagine collettiva.

Il logo disegnato parte dalla stilizzazione della rete stradale che compone l’area del Poggino, con la selezione delle arterie principali. La schematizzazione degli intrecci di vie ha mostrato l’esistenza di una pianta che ricorda una spiga di grano stilizzata.

Una immagine suggestiva perché se da un lato costituisce un riamando a fonti primarie del nutrimento umano, dall’altro è una vera e propria foglia e cioè il mezzo con il quale un albero si dà energia. Il logo quindi rimanda alla crescita economica e produttiva dell’area e alla ricchezza che può produrre per il tessuto urbano. Insomma richiama il ruolo che le imprese che compongono la rete rivendicano e che gli sia riconosciuto. Tra gli strumenti realizzati dalla rete commerciale anche una brochure e una mappa della zona per aiutare i visitatori del Parco commerciale e artigianale a orientarsi tra le offerte per la casa, il tempo libero, il lavoro e la persona.

Il logo, così come la brochure, è stato progettato da Martina Pizzi, giovane designer della comunicazione che ha studiato al Politecnico di Milano, in collaborazione con lo staff di Radio Verde.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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