
VITERBO – Un capoluogo che da decenni non fa più il capoluogo, con danno per se stesso e per l’intera provincia. La città dei papi ha smesso da tempo di svolgere una funzione trainante sul territorio e di questa mancanza si vedono le conseguenze.
Sarà questo uno dei banchi di prova più significativi per il nuovo sindaco Chiara Frontini, se vuole dare sostanza alla sua promessa di cambiamento. Viterbo deve recuperare una centralità provinciale nello sviluppo turistico del territorio. E ha bisogno di un progetto, di un piano di gestione, di un marketing territoriale tecnicamente costruito bene.
Tante le azioni raffazzonate che si sono accavallate negli anni, producendo scarsi risultati e a volte risultando anche controproducente. C’è bisogno di un’organizzazione, pianificazione e di tanto lavoro vero. Manca all’appello anche una centralità culturale. Il capoluogo non ha da tantissimo tempo una centralità culturale reale, in grado di caratterizzare e ispirare guidando gli altri comuni dell’area. Eppure nel capoluogo vivono diversi professionisti che hanno saputo affermarsi su scenari nazionali e internazionali.
Manca una primazia dei servizi, del decoro urbano, della cura del verde e delle politiche per i bambini e i ragazzi. Se il capoluogo ha un livello basso e da straprovincia allora tutto il Viterbese ripiega su se stesso. Se Chiara Frontini riuscirà a fare un lavoro su questo allora sarà data un’inversione di marcia sulle cose preziosissima.
Come giornale del territorio La Fune vuole mettere questo tema sul tavolo del nuovo sindaco, sperando di stimolare un giusto ragionamento finalizzato a cambiare in meglio le cose.


















