Una serata di blues autentico. Concerto con la band "Okgliet"
okgliet
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OKGLIET BLUES è più di una band: è l’incontro di cinque musicisti che hanno deciso di mescolare le loro esperienze per dare vita a un sound unico.

VITERBO – Se amate il blues, segnatevi questa data: 26 settembre, ore 21:30. In galleria, a ingresso libero, arriva OKGLIET BLUES, un quintetto che promette di trasformare la serata in un viaggio musicale intenso e pieno di emozioni.

OKGLIET BLUES è più di una band: è l’incontro di cinque musicisti che hanno deciso di mescolare le loro esperienze per dare vita a un sound unico. Alla chitarra c’è Gabriele, con le radici nel blues e un passato che spazia dal metal al funk, pronto a far vibrare le corde con energia e tecnica. Al basso troviamo Max, capace di mescolare rock’n’roll, jazz e funk per costruire un groove che entra nelle ossa. Linda, al pianoforte, porta la sua formazione e versatilità, dal mondo dello swing a nuove sfumature sonore. Frisco alla batteria mette a disposizione la sua esperienza dai grandi palchi, costruendo una base ritmica solida e trascinante. E infine Emanuela, voce graffiata e profonda, con radici nel jazz, nell’R&B e nel soul, che aggiunge il tocco emotivo e autentico che rende ogni brano speciale.

La musica di OKGLIET BLUES non è solo intrattenimento: è un’esperienza. Ogni nota è un pezzo di anima, ogni parola cantata racconta una storia, e l’insieme trasporta il pubblico in un viaggio sonoro che tocca cuore e mente.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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