Una piazza in festa per Estasiarci: successo per l’edizione 2017
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Gli Stati Generali La Fune
Estasiarci – Giornata Mondiale del Rifugiato, la festa organizzata da Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus, è finita sabato 15 luglio con una grande esplosione di musica e ballo.

Estasiarci – Giornata Mondiale del Rifugiato, la festa organizzata da Arci Viterbo e Arci Solidarietà Viterbo Onlus, è finita sabato 15 luglio con una grande esplosione di musica e ballo. È stata un’edizione molto partecipata, una vera e propria festa che ha unito persone di ogni provenienza. Le quattro serate hanno visto alternarsi sul palco diversi artisti: il 12 luglio la band locale Gorilla Pulp ha aperto il festival seguita dal gruppo aretino dei Sycamore Age. Il 13 è stata la volta del garage rock dei John Canoe e dell’emo-core dei Gazebo Penguins; il 14 la piazza ha ospitato lo spettacolo di Bobo Rondelli con la partecipazione a sorpresa di Andrea Rivera. Il 15 ha chiuso il festival il musicista maliano Baba Sissoko, che ha fatto ballare tutta la platea con il suo blues mediterraneo, e il Dj Set di Orchestra Moderna.

È stata importante, durante la manifestazione, la partecipazione dei richiedenti asilo e rifugiati accolti sul territorio della provincia di Viterbo: un segnale, questo, che Estasiarci è una festa di integrazione e inclusione. Ma oltre alla musica Estasiarci è stata anche altro: sono state organizzate due giornate di formazione sui temi dell’accoglienza con Walter Massa, coordinatore del Sistema Nazionale di accoglienza Arci nazionale, che ha presentato le Linee Guida Nazionali per i progetti di accoglienza Arci e Marco Binotto, ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione alla Sapienza di Roma, e Chiara Bianchi del centro di documentazione L’Altro diritto, che hanno parlato di comunicazione dell’immigrazione.

Durante le serate sono state inoltre raccolte le firme per la proposta di legge Ero Straniero che punta a superare la legge Bossi-Fini ed è stata avviata una raccolta di fondi a sostegno della famiglia di Davide Posté, il giovane ex volontario di Arci Servizio Civile Viterbo scomparso recentemente in un incidente sul lavoro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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