
TUSCANIA – Una petizione per salvare la scuola media di Tuscania progettata dall’architetto Sergio Lenci dalla demolizione.
Lenci ha contribuito da architetto in modo determinante alla costruzione dell’Italia del secondo dopoguerra, con opere pubbliche o a servizio pubblico (tra cui Scuole, Ospedali, Palazzi di Giustizia, case per terremotati, ecc.) realizzate a Venezia, Chioggia, Torino, Rimini, Verona, Bologna, Vercelli, Livorno, Spoleto, Tuscania, Ancona, Brindisi, Lecce, Potenza, Agrigento, Matera, Assisi.
Nel 2001 è stato insignito dell’Honorary Fellowship da parte dell’American Institute of Architects. I progettisti romani che hanno avuto tale riconoscimento sono stati: Pier Luigi Nervi (1957), Luigi Moretti (1964), Bruno Zevi (1968), Carlo Aymonino (2000), Sergio Lenci (2001), Massimiliano Fuksas (2002), Paolo Portoghesi (2002), Manfredi Nicoletti (2009).
Nel 2007 il comune di Roma gli ha intitolato un viale all’ingresso di Villa Torlonia.
Lo scorso anno è stato pubblicato il bando pubblico “Scuola Futura” per il progetto e la realizzazione di un nuovo edificio scolastico nella cittadina di Tuscania, inserito nel PNRR italiano, al posto di una esistente nella stessa area. La collocazione del nuovo edificio si inscrive nell’area dell’insediamento abitativo ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica), ex Ges.Ca.L. (Gestione Case Lavoratori), progettato all’indomani del sisma del 6 Febbraio 1971 come risposta post-sismica, immediata e riuscita, compiuta tra il 1975 e il 1976 dal gruppo di progettazione composto da Sara Rossi (che ne è anche coordinatrice) Luisa Anversa, Sergio Bonamico, Sergio Lenci, Enzo Mastelloni.
Per soddisfare le richieste del bando l’edificio esistente, cioè la Scuola media Vincenzo Campanari progettata da Sergio Lenci nel 1971, verrà demolito, pur essendo tale architettura parte integrante e inscindibile dal progetto dell’intero insediamento ex Ges.Ca.L., oggi ATER.
Con questa demolizione annunciata l’Amministrazione comunale di Tuscania, che ne detiene la proprietà, separa l’architettura della scuola, peraltro di grande pregio, dal suo insieme originario urbanistico e compositivo, snaturando nel contempo la morfologia urbana e la composizione architettonica di tutto il quartiere come progetto unitario.


















