
La discussione sul bilancio 2015 diventa un Vietnam. Non basta il pomeriggio per ultimare la votazione e si sconfina fino a dentro la notte, per poi attendere appassionatamente tutti insieme l’arrivo del nuovo giorno. Un corpo a corpo serrato tra maggioranza e opposizione, una sorta di lotta greco-romana. Impossibile trovare un’intesa. Ed è così che a Palazzo dei Priori stanno ancora discutendo e votando le aliquote.
La maggioranza va dritta per la propria strada e punta a votare le delibere sulle aliquote senza analizzare il bilancio ed eventuali ipotesi di taglio. Per le minoranze è inaccettabile e l’obiettivo diventa prendere gli uomini di Michelini per sfinimento. Sperando in un cedimento e nella perdita della capacità di garantire il numero legale, che farebbe saltare il banco, presentano nell’arco della notte e ancora stamattina qualcosa come 10mila emendamenti.
Tutti passati al vaglio dai dirigenti per il parere e accorpati su indicazione del presidente del consiglio, vagliata dal segretario generale, per fare prima. Una procedura che non convince le minoranze che dichiarano di voler andare fino in fondo e capire se la procedura è regolare nei tribunali.
Le sette delibere sono votate, una dopo l’altra, con terribile fatica. Ad aprire le danze l’Irpef, dove passa un emendamento della maggioranza che dispone una riduzione da 0,8 a 0,76 (prima era a 0,6), trovando copertura nel fondo di perequazione sull’Imu agricola del Ministero dell’Interno. Si tratta di una contrazione di 340mila euro.
Altro momento importante la discussione sulla tassa di soggiorno, da destinare come previsto dall’emendamento Troili approvato ieri in commissione a Villa Lante. Tutto viene rismontato e la maggioranza ritira la posta e dispone che l’utilizzo verrà deciso in consiglio comunale in un secondo momento. Votano contro Arduiono Troili, Marco Volpi e Martina Minchella.
Ma ancora non si è arrivati all’ultima votazione. Al momento c’è una sospensione fino a verso le 11 per la valutazione di ammissibilità di circa mille emendamenti.
Ma c’è una spada di Damocle. Le minoranze ritengono che tutte le approvazioni oltre le mezzanotte non sarebbero più valide e basterebbe un ricorso al Tar da parte di qualsiasi cittadino per inficiare la legittimità del bilancio.
Per la maggioranza l’interpretazione è un’altra: è possibile votare anche dopo mezzanotte.


















