Una notte al Museo, il 22 aprile al Colle del Duomo lo spirito del luogo parlerà
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Archeoares offrirà ai visitatori uno spettacolo alle ore 21:30, organizzato con la collaborazione della “Banda del racconto” e degli studenti del “Master per narratori di comunità (DIBAF UNITUS)”, durante il quale lo spirito del museo narrerà la storia delle proprie opere! “Una notte al museo” vedrà la partecipazione di Antonello Ricci, Pietro Benedetti, Roberto Pecci ed Elena Cangiano.

Sabato 22 aprile 2017, Archeoares cala una coppia d’assi al Museo Colle del Duomo: turisti e cittadini sono invitati a Piazza San Lorenzo numero 8 ad assistere a due eventi d’arte, cultura e intrattenimento.

Ma andiamo con ordine. La mattina, alle ore 11:00, verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea di incisioni e dipinti dal titolo “La pittura come immagine sublimata del pensiero” di Gianfranco Zazzeroni. L’artista, che dopo cinque anni di assenza torna al Polo monumentale Colle del Duomo, esporrà le sue opere fino a domenica 6 maggio seguendo l’orario di apertura del museo (10:00/13:00 – 15:00/19:00).

La sera, in occasione della “Giornata mondiale della Terra”, Archeoares e il Polo monumentale Colle del Duomo daranno il loro contributo per la promozione della salvaguardia del pianeta con “Una notte al museo”. La struttura rimarrà aperta anche di sera, ma a luci basse: la visita del museo sarà gratuita dalle ore 20:00 e sarà caratterizzata da un’illuminazione ridotta che interesserà soprattutto alcune opere, lasciando in gran parte al buio l’ambiente restante.

Inoltre, Archeoares offrirà ai visitatori uno spettacolo alle ore 21:30, organizzato con la collaborazione della “Banda del racconto” e degli studenti del “Master per narratori di comunità (DIBAF UNITUS)”, durante il quale lo spirito del museo narrerà la storia delle proprie opere!
“Una notte al museo” vedrà la partecipazione di Antonello Ricci, Pietro Benedetti, Roberto Pecci ed Elena Cangiano.

Lo spettacolo, anch’esso ad ingesso libero, è su prenotazione (cell. 3477010187 – 3890672580; email comunicazione@archeoares.it).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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