Una Minimacchina speciale, la passione di 7 ragazzini per la tradizione di Santa Rosa

La tradizione della Macchina di Santa Rosa non morirà mai. Lo si intuisce quando un gruppetto di ragazzini realizza una minimacchina per la propria via.
Una Minimacchina non ufficiale dedicata a Santa Rosa. Il trasporto questa sera alle 20 nel quartiere San Faustino. Più che un evento un’iniziativa di un gruppetto di ragazzini viterbesi. Un qualcosa che era costume nei decenni scorsi in molti rioni viterbesi e il segnale di una tradizione che non morirà mai, che ogni anno sa entusiasmare e catturare.
Via del Gallo, via della Moretta e via del Pavone, questo il microtragitto. Appuntamento alle ore 20. In formazione 4 bambine e 3 bambini, 1 capofacchino e 6 facchini. La Macchina realizzata è una struttura piccolissima, con in cima una statua della santa fatta da loro.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















