Una fiaccola per Borsellino, Viterbo si prepara all'importante appuntamento di venerdì
fiaccolata
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VITERBO - Cittadini e persone comuni potranno testimoniare la loro vicinanza alle vittime della mafia in unamanifestazione che va al di là di qualsiasi colore politico e centinaia di fiammelle serviranno a tenere viva la memoria di una persona che è anche un simbolo: quello dell’estremo sacrificio per la difesa della libertà.

VITERBO – A ventisette anni dalla strage una fiaccolata per onorare Borsellino. Come ogni anno, al di là di qualsiasi colore politico, Viterbo ricorda, con una fiaccolata lungo le vie del centro, il giudice Paolo Borsellino, morto in un attentato in via D’Amelio a Palermo insieme a cinque agenti della scorta.

Dopo ventisette anni dalla strage, oggi più che mai a Viterbo è vivo il ricordo del giudice sempre in prima linea a tutela della legalità. Proprio due giorni fa, sono state desecretate in Senato le registrazioni del giudice che hanno
evidenziato il clima omertoso di quegli anni ed il ruolo fondamentale giocato da Paolo Borsellino in una lotta spietata alla mafia.

Venerdì 19 luglio, per onorarne la memoria sarà organizzata la tradizionale fiaccolata con partenza da Piazza del Teatro alle 21.30. Cittadini e persone comuni potranno testimoniare la loro vicinanza alle vittime della mafia in una
manifestazione che va al di là di qualsiasi colore politico e centinaia di fiammelle serviranno a tenere viva la memoria di una persona che è anche un simbolo: quello dell’estremo sacrificio per la difesa della libertà.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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