
Sabato 17 maggio alle ore 21.00, il Teatro San Leonardo di Viterbo chiude la stagione con “Line” di Israel Horovitz, un atto unico tragicomico che mette in scena una feroce corsa al “primo posto” tra cinque personaggi grotteschi. Tra i protagonisti l’attore e regista Manuele Pica, interprete del tormentato Stephen, che in un’intervista ci ha raccontato le sfumature del suo personaggio e il messaggio che lo spettacolo intende trasmettere al pubblico.
VITERBO – Sarà “Line” di Israel Horovitz a chiudere la stagione teatrale 2024/2025 del Teatro San Leonardo di Viterbo, sabato 17 maggio alle ore 21.00. Un atto unico tragicomico diretto da Rinaldo Felli che porta sul palco cinque personaggi in lotta per il primo posto in una fila apparentemente normale, ma che si rivelerà presto una trappola infernale. Un racconto grottesco e tagliente sulla crisi dei valori collettivi e sull’egoismo esasperato dell’epoca contemporanea.
La trama
Cinque individui – Fleming, Stephen, Molly, Dolan e Arnall – si contendono una posizione di vertice davanti a una linea bianca in uno spazio vuoto. Non si sa esattamente cosa ci sia oltre quella linea, eppure il desiderio di prevalere si trasforma in un gioco crudele di scorrettezze e manipolazioni. Line è uno dei capolavori del drammaturgo israeliano Horovitz e, nonostante il tono comico, svela l’aspetto tragicamente ridicolo dell’estremizzazione dell’individualismo umano.
Sul palco Manuele Pica, Claudia Pellegrini, Remo Stella, Giuseppe Renzo e Lorenzo Magistri. L’assistenza alla regia è affidata ad Annamaria Caprara, la scenotecnica ad Alberto Panciocco, mentre Roberta Grilli cura la segreteria organizzativa.
Tra gli interpreti, spicca Manuele Pica, attore e regista con un solido percorso artistico alle spalle. Debutta in teatro a soli 16 anni e a 18 è già attivo anche in cinema e televisione. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica “Pietro Scharoff”, ha proseguito gli studi all’Actor Center di Roma sotto la guida di Michael Margotta. In carriera ha lavorato con maestri del palcoscenico come Oreste Lionello, Carlo Croccolo, Enzo Garinei, Pierfrancesco Pingitore, Franco Oppini, Giuseppe Pambieri e molti altri. Ha partecipato a fiction come I Cesaroni, Don Matteo, Questa è la mia terra, Caterina e le sue figlie e vinto nel 2013 il Premio Critica Cortus per il miglior cortometraggio con La Radio del Cuore. Da oltre 15 anni si dedica anche alla formazione di giovani attori e oggi è docente presso la scuola di teatro del Teatro San Leonardo.

Chi è il personaggio che interpreti e quali sono le sue caratteristiche principali?
“Interpreto il ruolo di Stephen, un giovane artista innamorato di Mozart e della sua vita/morte. Un logorroico insistente e snervante, all’apparenza cattivo e fuori di testa, che è in lotta per un qualcosa di inesistente; un’anima lacerata, alla ricerca disperata di un briciolo di amore e di speranza ormai perdute.”
Hai scoperto qualcosa di nuovo su te stesso entrando nei panni di questo ruolo?
“Scoprire non proprio, ma confermare quanto è già vivido e presente nel mio modo di pensare ed essere quotidiano, nella vita di tutti i giorni: seguire il mio istinto costantemente e vivere al di là di ogni schema o costrizione che spesso la società odierna impone. Una voglia sfrenata di vivere in libertà senza paura alcuna della critica, l’inutilità di affannarsi per piacere agli altri.”
Cosa speri che il pubblico porti con sé dopo aver visto “Line”?
“Al di là del divertimento e della bellezza dello spettacolo stesso, che consiglio vivamente a tutti di venire a vedere. Spero che lo spettatore riconosca tutte quelle responsabilità, i ruoli e le maschere che sostengono quell’egoismo sfrenato, che porta ad una lotta costante, senza etica né morale, e quindi a tagliare ogni “ponte” che lo costringe a questa zavorra asfissiante che non consente di vivere, ma al contrario di fluttuare nell’etere come morti/viventi che lottano per un qualcosa che non esiste.”

















