Una distesa di rifiuti sopra la pensilina del Sacrario. Matteucci: "Sostituiamo il Comune"
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Bottiglie di birra a centinaia, neanche fossero passati per la città dei papi orde di ultras inglesi. Quintali di rifiuti di ogni tipo dietro la pensilina del Sacrario. In tutto questo spicca la totale assenza dell'amministrazione comunale.

Viterbo Civica ha scritto un’altra pagina nella saga della cattiva gestione della pulizia della città. I volontari dell’associazione hanno messo in evidenza l’esistenza di una discarica a cielo aperto in pieno centro. Centinaia di bottiglie di birra e sacchi della spazzatura accatastati sotto le piante nel tratto che va dalla pensilina del Sacrario a via dei Magliatori.

Ci troviamo nel quartiere San Faustino, sopra al terminal degli autobus. A trecento metri in linea d’aria da Palazzo dei Priori. Uno schifo immondo, con rifiuti stratificati lì negli anni.

L’appello lanciato da Lucio Matteucci e i suoi agli amministratori comunali non è stato raccolto. Non si è visto il sindaco Leonardo Michelini, né nessuno della maggioranza. L’eccezione porta il nome dell’ex sindaco Giulio Marini, che ha indossato dei guanti neri e si è messo a raccogliere la spazzatura. Forse non ci sarà rimasto troppo bene quando, controllando alcuni volontari le scadenze su scatole e bottiglie hanno realizzato che quella roba era lì già negli anni del suo mandato. Invece è arrivato in città da Perugia il baritono viterbese Alfonso Antoniozzi. La sua presenza per sottolineare l’importanza del rispetto della città.

Taglienti le parole che Matteucci ha rivolto agli attuali amministratori: “Ignorare questa problematica non so dove li porterà. Praticamente noi, su questo versante dei rifiuti e della pulizia della città, ci stiamo sostituendo al Comune”. 

I lavori di pulizia di Viterbo Civica sono stati interrotti dalla pioggia. Marini si è impegnato a fare di tutto per far completare la pulizia da Viterbo Ambiente.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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