Una consulta dei sindaci per lanciare lo sviluppo turistico della Tuscia
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Sindaci della Tuscia chiamati a raccolta da Vittorio Sgarbi. Quartier generale Villa Savorelli, splendida struttura con affaccio sull'anfiteatro. Nella serata di ieri, subito dopo il primo consiglio comunale sutrino dell'era Sgarbi, il professore ha voluto sparigliare le carte e lanciare un piano per la rinascita del Viterbese.

Sindaci della Tuscia chiamati a raccolta da Vittorio Sgarbi. Quartier generale Villa Savorelli, splendida struttura con affaccio sull’anfiteatro. Nella serata di ieri, subito dopo il primo consiglio comunale sutrino dell’era Sgarbi, il professore ha voluto sparigliare le carte e lanciare un piano per la rinascita del Viterbese.

Invitati i primi cittadini della provincia. Hanno risposto all’appello in tanti. L’obiettivo è quello di costruire un’alleanza di sindaci per mettere in piedi un coordinamento per la promozione del territorio.

Prevista la nascita di una consulta e di una struttura operativa per le strategie di sviluppo. Hanno varcato la soglia di Villa Savorelli – dove Sgarbi ha di fatto trasferito consiglio comunale, ufficio del sindaco e segreteria – tanti sindaci. Da Francesco Bigiotti di Bagnoregio a Emanuele Maggi di Bassano Romano, passando per Nepi, Castel Sant’Elia, Caprarola, Bomarzo, Soriano nel Cimino, Civita Castellana, Monterosi, Vignanello, Celleno.

“Perché senza costruire strategie di sistema, senza puntare a dare gamba a un ragionamento unitario è difficile ottenere risultati importanti”, il messaggio lanciato da Sgarbi.

L’operazione pensata è di relazione e promozione collettiva del territorio, attraverso questa alleanza dei sindaci, che punta a fare di Sutri una sorta di ombelico della Tuscia. Come se ne divenisse la capitale culturale.

La bellezza è stata protagonista del confronto tra i sindaci, convinti che siano maturi i tempi per il Viterbese di perseguire uno sviluppo turistico capace di sostenere la propria economia e dare impulso a un’occupazione stagnante.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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